All’inizio di agosto la la Camera dei Deputati ha approvato la Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 giugno 2017 n. 91 (il "Decreto Sud"), cosicché crescono di altri 3,5 miliardi per la crescita del Sud, le risorse nazionali destinate a stimolare investimenti e a creare occupazione, soprattutto giovanile.
Con queste parole il Ministro della coesione Territoriale e il Mezzogiorno ha commentato il voto finale sul provvedimento.

Il nuovo documento legislativo reca un insieme di disposizioni volte nel complesso a dare impulso alla crescita del Mezzogiorno, sia destinandovi risorse, sia incentivando l'utilizzo di strumenti imprenditoriali già esistenti, anche con riguardo all'innovazione.

Queste le principali misure:
- 1.250 milioni di euro per «Resto al Sud» che ha la finalità di promuovere nuove iniziative imprenditoriali da parte di giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni
,
- 50 milioni alle imprese agricole, per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile,
- 
200 Milioni per Zone Economiche Speciali (ZES)
,
- 330 milioni per l’edilizia giudiziaria,
- 250 milioni di contributo agli enti locali
,
- 250 milioni per interventi di ripristino sulla tratta autostradale A 24 – A 25
,
- 300 milioni per interventi a favore delle aree terremotate,
- 40 milioni di euro per programmi di riqualificazione e ricollocazione di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale nelle regioni del Mezzogiorno
,
- 11,2 milioni per la tutela lavoratori affetti da malattie da amianto
,
- 750 milioni per il potenziamento della viabilità in Calabria.

"Appena il provvedimento sarà in Gazzetta Ufficiale, il Sud avrà a disposizione un ulteriore efficace strumento a sostegno della crescita, in aggiunta al precedente decreto Sud dell'inverno scorso e ai Patti per il Sud. Un insieme di misure che toccano tutti i tasti delle problematiche del Mezzogiorno e che sono finalizzate ad accompagnare e sostenere quella ripresa su cui da due anni, secondo tutti gli indicatori, ci sono segnali confortanti". Così il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti ha commentato il voto finale sul Decreto. 

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