Dopo ogni evento traumatico è inevitabile che l'attenzione di tutti si rivolga verso le cause, i colpevoli, le emergenze, le soluzioni alternative, le operazioni immediate e del futuro.
E i terremoti, che ormai colpiscono l'Italia frequentemente, sono un argomento da affrontare seriamente e da non sottovalutare ancora.

Anche Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente Territorio e LL.PP., intervenendo nella riunione congiunta delle Commissioni di Camera e Senato con l'audizione del sottosegretario De Vincenti, ha affermato che "sarà necessario mettere in campo vari strumenti sia tecnici, che fiscali ed economici, tra cui l'estensione e il rafforzamento dell'ecobonus anche in funzione antisismica per le case e gli interi edifici, compresi quelli delle imprese. Una detrazione fiscale che divenga un 'sismabonus'.

"Abbiamo una Protezione Civile e un sistema di volontariato di grande efficienza - ha aggiunto Realacci - ma il punto su cui l'Italia è indietro è la prevenzione. L'unica misura attualmente esistente che aiuta gli interventi antisismici per i privati è stata l'estensione dell'ecobonus alle zone 1 e 2, ma è insufficiente".

E infatti va ricordato che tra i vari (ma ancora pochi e insufficienti) bonus fiscali attuali, oltre alla detrazione Irpef "generica" del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è prevista una detrazione Irpef/Ires "specifica" del 65% delle spese sostenute, sino a un ammontare massimo di 96mila euro, ma soltanto per interventi di messa in sicurezza statica inseriti nelle zone sismiche 1 e 2.

La detrazione è attualmente applicabile alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2016, ed è probabile che questa limitazione venga allungata proprio per il recente terremoto. Ma non sarebbe, ovviamente, la soluzione sufficiente ed ottimale, visto che lo stesso Realacci ha proposto, intanto, di allargare l'incentivo fiscale per l'adeguamento sismico dalle zone 1 e 2 alla zona 3.

Attualmente le zone sismiche italiane sono quattro: una zona a sismicità alta (1), quella a sismicità media (2), una classificata a sismicità bassa (3), e infine, al quarto livello la sismicità molto bassa.

"Inoltre non sono più accettabili colpevoli ostruzionismi alla adozione del fascicolo di fabbricato" - ha ricordato Realacci. "Tutto questo necessita di una mobilitazione di competenze che vanno messe in campo per un'economia che punta sulla sicurezza dei cittadini, su innovazione e qualità, che produce posti di lavoro".

Mara Zenoli

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?