Il parere rilasciato dai giudici di Palazzo Spada riguarda le procedure che le stazioni appaltanti devono seguire per garantire la rotazione degli incarichi.

Il Consiglio di Stato condivide le indicazioni dell'Anac sui paletti necessari per scongiurare il rischio che i piccoli appalti vengano affidati - senza gara - sempre alle stesse imprese. E anzi fa un passo di più per evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al contraente uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento) soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato.

Il Consiglio ribadisce che il principio di rotazione comporta in linea generale che l'invito all'affidatario uscente rivesta carattere eccezionale e debba essere adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all'oggetto ed alle caratteristiche del mercato di riferimento. Pertanto il principio è derogabile ma con motivazioni stringenti, seppure meno rigorose per chi ha semplicemente partecipato alle precedenti procedure senza essere uscito vincitore.

Il Consiglio di Stato promuove infine la scelta di semplificazione delle operazioni di verifica dei requisiti delle imprese puntando sulle autodichiarazioni per gli incarichi sotto i 20mila euro. Tuttavia precisa che bisogna tener conto di tre indicazioni: la prima è che l'autodichiarazione dei requisiti posseduti dalle imprese deve essere effettuata tramite Documento di gara unico europeo (Dgue); la seconda riguarda i funzionari pubblici incaricati del ruolo di Responsabile del procedimento (Rup) dell'appalto a cui tocca il delicato compito di valutare se effettuare, preventivamente e successivamente, le verifiche ritenute opportune. Di qui il suggerimento di chiedere alle stazioni appaltanti di dotarsi di un regolamento ad hoc in cui prevedere lo svolgimento di controlli a campione sui micro-affidamenti.

Infine l’ultimo rilievo riguarda le modalità per risolvere il contratto nel caso in cui i controlli sui requisiti dichiarati dalle imprese evidenziassero delle falle. Questa conseguenza deve essere sempre oggetto di un’apposita, specifica, previsione contrattuale, inserita a cura della stazione appaltante.

Fonte: Fondazione Architetti e Ingegneri.

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