"Camerino...come una apparizione..."

Oltre alla sentita e appassionata petizione “Salva Camerino dall’abbandono post-terremoto per l'antica città di Camerino, patrimonio nazionale di storia e di civiltà”, sollecitata dal Prof. Giovanni Marucci dell'Università di Camerino, ora anche il team dell’architetto Mario Cucinella presenta una rosa di possibilità per il centro storico della città, ancora zona rossa.

Il drammatico appello del Seminario di Architettura e Cultura Urbana dell’Università di Camerino è chiaro ed esplicito.
“Basta opere provvisionali, nuove urbanizzazioni, costruzioni effimere ... iniziamo a ricostruire la città storica prima che sia troppo tardi, cominciando dagli edifici pubblici in grado di attrarre interesse alla rioccupazione del Centro: il Palazzo ducale, il Teatro comunale, i Musei cittadini, il Palazzo della Musica e il parcheggio meccanizzato di via Emilio Betti sono le opere di risanamento da compiere con  urgenza prima che sia troppo tardi”.

L'architetto Mario Cucinella

Dopo alcuni laboratori di progettazione partecipata, si pensa al futuro di Camerino anche con l’idea di ripartire dai luoghi di aggregazione: piazza Mazzini e piazza Cavour, e ancora con un anello verde intorno alle mura ed allo spazio lasciato da eventuali demolizioni.
Il team dell'architetto Cucinella ha redatto un documento strategico, e ora serve passare ad una fase di incontri con le istituzioni, per essere sicuri di poter intervenire e forse anche snellire qualche passaggio burocratico.
Successivamente le idee suggerite si spera possano essere attuate da interventi pubblici e privati con i rispettivi professionisti.

Condivisione

"Il primo punto fondamentale per rientrare nel centro storico è la sicurezza – ha spiegato Mario Cucinella. Con la zona rossa si è spostato il baricentro di Camerino in altre aree e questo deve essere considerato un equilibrio provvisorio, no permanente. Anche perché questo tipo d’interventi in emergenza alla fine può diventare un problema a livello paesaggistico. Nel centro alcune cose possono essere tolte ed è questa l'occasione per farlo. Penso al tribunale, dove magari al suo posto può nascere una piazza e un'ulteriore via di fuga. E' ovvio che però per fare questo serve condivisione".

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