La fase di moderata crescita dell'economia italiana dovrebbe proseguire. E' quanto si legge nella nota mensile Istat (n.1/2016) nella quale si sottolinea che c'è una differenza nelle prospettive economiche di famiglie e imprese, che appaiono evolversi in modo diverso.

Per le prime, gli attuali livelli del clima di fiducia si associano alla crescita del reddito disponibile, cui concorre la bassa inflazione. Per le imprese non c'è ancora un generalizzato aumento dei ritmi produttivi in presenza di un peggioramento del clima di fiducia e una riduzione delle prospettive di crescita.

Ma per Mario Draghi, col suo ultimo discorso a Francoforte, non ci si deve fermare!
La Banca Centrale Europea "non si arrenderà davanti alla bassa inflazione" - ha detto Draghi - riconfermando la forte azione del Consiglio direttivo della BCE, pronto a intervenire di nuovo per sostenere la ripresa economica.

Certamente l'economia è in leggera ripresa ma i rischi di contraccolpi sono seri e arrivano da più fronti: dalla Cina ai mercati finanziari, dall'inflazione bassa fino ad un eventuale forte rialzo inaspettato del petrolio, sotto quota 30 dollari al barile.

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