L’Assemblea generale delle Nazioni unite ha proclamato il 2015 "Anno internazionale dei suoli".
Il suolo è estremamente importante per la vita sulla Terra: ospita migliaia di specie che mantengono e regolano il flusso energetico tra l'atmosfera, le acque sotterranee e la vegetazione. Il suolo costituisce (oltre che per l’ambiente) la base per la produzione di alimenti e svolge un'importante funzione per la vita; ciò nonostante, la sua importanza viene spesso sottovalutata.

L’Italia un anno fa aveva iniziato a discutere alla Camera una proposta di legge di iniziativa governativa per definire il suolo "bene comune e risorsa non rinnovabile", ma da allora pochi passi concreti sono stati fatti.

Ecco quindi giungere il secondo report del WWF, frutto dell’iniziativa "Riutilizziamo l’Italia", che quest’anno ha il titolo "Land transformation in Italia e nel mondo: fermare il consumo del suolo, salvare la natura, riqualificare le città".
Dal report emerge una situazione devastante: "Nel nostro Paese, negli ultimi 50 anni, il suolo è stato consumato a un ritmo di 90 ha/giorno (circa 10 m2/sec) di conversione urbana, corrispondenti a quasi 660.000 ettari nei prossimi 20 anni (un quadrato di 80 km di lato, una superficie quasi ampia quanto il Friuli Venezia Giulia).

Il territorio ricoperto dal cemento in Italia dal secondo dopoguerra è quadruplicata ed è oggi valutabile intorno al 7,5% della superficie nazionale, contribuendo a rendere più precario l’equilibrio idrogeologico, dissipando le nostre risorse naturali e amplificando i fenomeni estremi causati dai cambiamenti climatici.

Il WWF promuove il suo Report quando in Italia finalmente esiste un confronto parlamentare su una proposta di legge di iniziativa governativa che definisce il suolo bene comune e risorsa non rinnovabile, seguendo un obiettivo sul contenimento del consumo del suolo e la rigenerazione urbana, già studiato in Europa e nel mondo.
Dal 2011 è stata redatta una "Tabella di marcia per un’Europa efficiente nell’uso delle risorse" che stabiliva il raggiungimento del "consumo di suolo zero" entro il 2050.
Ma gli sforzi italiani si fanno attendere. Imperativo, quindi, fermare il consumo del suolo, salvare la natura, riqualificare le città.

Alessandra Agrimoni

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?