Dopo l'approvazione della Camera anche la Commissione Giustizia del Senato ha approvato il disegno di legge sulla Riforma del Condominio.
Dopo questo passaggio in sede deliberante la legge potrà essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore nei sei mesi successivi.

Condominio approvata la legge di riformaNumerose le novità e le disposizioni di attuazione contenute nella Riforma che modifica una disciplina risalente al 1942.

Amministrazione del Condominio.
L’amministratore in carica:
- dovrà durare due anni e non più uno solo;
- l'incarico potrà essere svolto anche da una società;
- deve aver conseguito un diploma di scuola superiore;
- deve godere dei diritti civili;
- non deve essere stato condannato per reati contro il patrimonio;
- non deve essere stato protestato;
- deve sottoporsi a corsi di formazione periodici;
- viene nominato solo a partire dall'esistenza di nove condomini;
- deve sottoscrivere una specifica polizza assicurativa;
- deve far rispettare obbligatoriamente il regolamento condominiale. Maggior rigore quindi anche contro chi arreca danni o disturba la quiete. Le eventuali violazioni del regolamento saranno sancite a carico degli inadempienti con multe di 200 euro, che potranno salire a 800 euro in casi di recidiva.

Assemblea condominiale.
- Le nuove regole prevedono quorum più bassi per facilitare il raggiungimento delle decisioni in sede assembleare.
- Le convocazioni saranno più semplici e veloci, anche mediante posta elettronica certificata.
- L'assemblea non potrà più decidere il divieto di presenza in condominio di animali di compagnia di proprietà dei condomini.
- Le tabelle millesimali potranno essere modificate anche a maggioranza e non più soltanto all’unanimità.

Morosità.
L’amministratore dovrà agire contro i morosi entro sei mesi dal rendiconto in cui siano elencate le somme non versate (senza dover attendere il via libera dell’assemblea) e quindi procedere al recupero giudiziale delle somme non versate.
Se la morosità dovesse durare più di 6 mesi, l'aministratore dovrà sospendere il condomino debitore dalla fruizione dei servizi comuni.

Arch. Francesca Giara
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