L’idea di una “certificazione unica” di inizio attività (SCIA) è stata condivisa dalla Conferenza Unificata delle Regioni e delle province autonome, che però ha espresso parere favorevole presentando anche alcune osservazioni e proposte emendative al testo.

Questo strumento - si legge nel comunicato ufficiale che riporta il documento finale consegnato al Governo - "contribuirà a favorire lo sviluppo delle esperienze positive dello Sportello unico per le attività produttive (SUAP) e dello Sportello unico per l’edilizia (SUE) presenti sul territorio, favorendone il rafforzamento e la diffusione".

Tra le modifiche integrative vanno segnalate le seguenti proposte:
- inserire la disciplina della SCIA prevista nello schema di decreto, come modifica espressa all’articolo
19 della legge 241/90, per evitare di incorrere in disarmonie;
- dare sempre efficacia dell'avvenuta presentazione delle istanze, segnalazioni o comunicazioni in via telematica;
- obbligare le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano ad adeguare i propri
ordinamenti alle disposizioni di principio desumibili dal decreto legislativo sulla SCIA;
- inserire un articolo aggiuntivo che preveda un termine di adeguamento (che potrebbe essere quello del 1 gennaio 2017) per le amministrazioni rispetto alle disposizioni recate nel decreto.

Eleonora Tamari

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