Tempo fa l’architetto Charles Holland, direttore dello studio di architettura FAT a Londra, (studio che ha guadagnato una reputazione internazionale per l'eccellenza nella progettazione di progetti contemporanei) ha pubblicato sul blog Fantastic Journal, una sua lettera aperta -rivolta a tutti gli architetti- come esortazione a non partecipare più ai concorsi di progettazione.

Concorsi di progettazione partecipare sognare o rinunciarviCharles Holland, Visiting Professor all'Università di Yale e tutor di design presso la Scuola di Architettura di Canterbury, ha una opinione estremamente negativa nei confronti dei concorsi, per aver ovviamente sperimentato di persona le tipiche problematiche di tutti i professionisti.

Per molti architetti, invece, si fanno concorsi perché si amano come evasione, e ancor di più come espressione creativa senza ostacoli. Piace forse anche sognare un pò.

Ne viene qui riproposto il testo integrale per creare tra gli architetti un dibattito on-line, visto che i tempi attuali sono veramente drammatici per la professione.

Lettera aperta

"Vi prego di smettere di partecipare a concorsi di progettazione. E' pura follia. Ecco perché:

1.    È un metodo che spreca tempo e risorse. Riuscite a pensare ad un altro settore comparabile, o , più pertinentemente, ad un'altra professione equivalente, in cui si perde così tanto tempo e denaro a rispondere a possibilità di lavoro? Vedete mai i medici intraprendere un numero di operazioni speculative non pagate, al fine di convincere le persone che hanno veramente bisogno di una protesi d'anca? No.
2.    Si danno via le vostre risorse principali: le vostre idee. Dopo di che, il resto è routine.
3.    È altamente improbabile vincere. Questo è solo un dato di fatto. Alcuni sono migliori di altri, ma nessuno può riescire a vincerli tutti e la maggior parte perde spesso.
4.    Anche se si dovesse vincere, è improbabile che l'edificio venga costruito. La maggior parte delle gare sono speculative, non nel senso che il cliente è alla ricerca di architettura sperimentale, ma nel senso che vi è scarso o nessun finanziamento e nessuno vi informa degli ostacoli che rendono irrealizzabile il progetto.
5.    Pertanto, spesso l'unica cosa più deludente del perdere una gara, è vincerla (nel lungo periodo).
6.    Si tratta di un modo piuttosto terribile di procurarsi una realizzazion. Immaginate un sistema in cui desideri qualcosa, ma non sai esattamente quello che sia. Quindi fai una lista delle cose che pensi di volere e inviti tutti ad inviare le loro idee per quello che sembra che si voglia. Non si ha spesso altra interazione con loro, comunicate -se non del tutto- per via e-mail, e, alla fine, devi sperare per il meglio e scegliere quello che vuoi. Questo è il processo dei concorsi di architettura. È simile agli incontri su Internet, ma meno divertente.
7.    I concorsi inizialmente ti lusingano a pensare che si sta progettando, per esempio, la Oslo Opera House o una Città Nuova fuori Madrid, ma, in realtà, non lo stai facendo.
Fino ad arrivare alla commissione e ti rendi conto che è solo finzione.
8.    Nessun altro al mondo capisce perché lo si sta facendo. Tutti si sono abituati a non vedervi uscire o prendervi una vacanza . Ma continuano a pensare che voi siate matti.
9.    Si potrebbe fare tutto senza stress. Per tutto quel tempo. Tutto questo sforzo. Le nottate e i viaggi a rotta di collo per andare a stampare le tavole. Il tirocinante inviato al più vicino corriere in quanto si è sempre in ritardo con la spedizione! La trepidante attesa per i risultati che non arrivano a volte! Onestamente, si potrebbe fare a meno.
10.   Ricordate: non è il fallimento che vi ucciderà. È la speranza.

Quindi, se state pensando di partecipare ad un concorso, non fatelo!
Piuttosto portate il vostro ufficio al pub. Sarà più divertente e costa molto meno. Potreste anche incontrare qualcuno laggiù che voglia offrirvi un lavoro. Ricordate: se non parteciperete più, lo farò anche io."

Charles Hollande
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