Con vivere la cittaIl progetto Con-vivere la città, lungi dall’essere una esercitazione virtuale o accademica, ha trovato a Bologna la spinta giusta per trasformarsi in progettualità concreta.

Già approvata dal Consiglio Comunale ed ora patrimonio della città, la "Carta dei diritti e dei doveri per una civile convivenza" individua e raccoglie quelle regole volte a favorire l'inserimento e la convivenza.

Il documento, tradotto in nove lingue, dal 23 dicembre viene consegnato a tutti i cittadini all'atto del rilascio della carta di identità.

A questo proposito una spinta decisiva per lasciare sin da subito un segno tangibile di concretezza è stata la definizione di un insieme di "regole", una "Carta della Convivenza" che è stata approvata dal Consiglio Comunale ed è ora patrimonio della città: la Carta individua e raccoglie quelle regole volte a favorire l’integrazione e la convivenza. Regole chiare, in cui tutti debbano riconoscersi; regole condivise dai cittadini che vedono nella loro pronta e rapida applicazione una risposta alle incognite e alle trasformazioni cui la società è sottoposta dai flussi migratori; regole condivise dagli immigrati, che trovano in queste un quadro di riferimento per calarsi in una realtà per loro completamente nuova.

L'idea di fondo che soggiace alla "Carta" è che la comunità ospitante ha una sua identità che è stata costruita lungo secoli di storia e che l'immigrato deve perciò rispettare. Può giovarsene, se crede. Ma non gli è chiesto di far sua questa identità. Gli è garantito che può mantenere la propria nel rispetto della nostra e di quel minimo di regole essenziali che hanno fondato e tuttora fondano il nostro vivere civile. In questo senso la Carta è un patto.

La Carta non vuol essere, né è, uno strumento di integrazione forzosa o surrettizia. Non per nulla la parola integrazione non vi appare mai. L'integrazione o è una scelta personale oppure è l'esito di processi storici di lunga durata, che in larga misura superano la decisione e la coscienza dei singoli. In quest'ultimo senso l'integrazione è un fenomeno essenzialmente culturale, il cui esito cioè è determinato più da elementi di natura culturale che da precetti, da prescrizioni di natura politica o dalla stessa forza. La storia ci rammenta che la romanità già cristianizzata dei primi secoli del primo millennio, sconfitta con la forza dai barbari sul piano militare, alla fine li vinse, integrandoli, in un ordine più elevato e più umano.

Ma all'interno di un quadro di identità esplicitamente affermate e riconosciute, la Carta fonda in qualche modo un patto attraverso il quale la convivenza è non solo possibile ma anche feconda. Ed è una offerta di grande apertura sociale e di concreta considerazione della comune dignità umana. Insomma: "ti dico ciò che io sono, e ti chiedo di rispettarmi; ma poi offro e chiedo anche per te tutto ciò che chiedo per me"
E’ di grande significato simbolico il fatto che la Carta, che è in qualche modo la carta d’identità della città, viene consegnata ai cittadini al momento del rilascio della carta d’identità personale.

www.comune.bologna.it
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