La riforma che abolisce le province è diventata legge. Già dal 25 maggio non si andrà più al voto per le Province, e non verranno eletti i previsti 86 presidenti, 700 assessori, 2.700 consiglieri.
Il risparmio iniziale è stimato in 110 milioni di euro.

In attesa della riforma del titolo V° della Costituzione, la legge Delrio (Legge n.56 del 7 aprile 2014 "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni") in vigore dall’8 aprile 2014 ridisegna confini e competenze dell'amministrazione locale. Le province diventano "enti territoriali di area vasta", mentre restano solo due livelli amministrativi territoriali a elezione diretta: Regioni e Comuni.

Dal 1º gennaio 2015, terminata la fase attuativa, l’assetto istituzionale degli enti locali italiani sarà completamente rinnovato, con Città metropolitane guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale, senza personale politico appositamente eletto e retribuito, con incremento di unioni e fusioni dei Comuni, piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non più funzionali.

Le Città metropolitane sono: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale. Per Reggio Calabria sarà necessario aspettare la scadenza degli organi provinciali nel 2016.

Le città metropolitane hanno come finalità istituzionali generali:
- cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano;
- promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana;
- cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.

Il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia omonima; dal 1º gennaio 2015 le città metropolitane subentrano alle province omonime. Gli organi delle città metropolitane: il sindaco, il consiglio, la conferenza. Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo.

Fonte: Ministro per gli Affari regionali / Legge n.56/2014

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