E’ in corso d’esame presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato il provvedimento, approvato dalla Camera, "Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni", trasmesso il 27 dicembre 2013,
Giovedì scorso 23 gennaio era fissato il termine per la presentazione di emendamenti.

Il provvedimento disciplina il territorio metropolitano, il patto di stabilità, gli organi e i contenuti dello statuto relativamente alle Città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, oltre alle cinque città (Trieste, Palermo, Catania, Messina, Cagliari) se istituite dalle Regioni ad autonomia speciale Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna.
A queste possono aggiungersi quelle costituite dalle province con popolazione superiore a 1 milione di abitanti (Bergamo, Brescia, Salerno).

Le Città metropolitane, enti territoriali di area vasta, fecero ingresso nell'ordinamento - quanto a loro previsione legislativa - con la legge n. 142 del 1990. Seguì, a fine anni Novanta, la riforma della legge n. 142, realizzata attraverso la legge 265 del 1999, che tentò di accelerare il processo di costituzione delle aree metropolitane, attribuendo il compito della loro definizione direttamente agli enti locali interessati.
In merito alle Provincie è prevista la riduzione e la riorganizzazione delle stesse e la soppressione della giunta provinciale tra gli organi di governo.

Va ricordato però che, per quanto concerne le Province, altro disegno di legge (costituzionale) d'iniziativa governativa è stato presentato (il 20 agosto 2013) presso la Camera dei deputati, che ne prevede la loro totale abolizione.

Dal 1°gennaio 2014 il comune di Roma capitale assume la natura giuridica di città metropolitana (D.L. n.61 del 18.4.2012 e n. D.L. n.51 del 26.4.2013), un nuovo assetto istituzionale per garantire sviluppo sostenibile, competitività e qualità della vita.
Con l'istituzione della città metropolitana, quindi, verranno sciolti i due enti comune e provincia di Roma: i 19 municipi di Roma e i comuni che saranno inglobati nel nuovo ente assumeranno il ruolo di comuni metropolitani.

Il provvedimento in corso d’esame prevede, infine, disposizioni di incentivazione per le fusioni, unioni e incorporazioni dei comuni.

Secondo il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, il disegno di legge in argomento è un provvedimento molto innovativo che ha tre aspetti rilevanti:
- il primo attiene agli sistema dell'ordinamento degli enti locali: "gli organi sono composti di sindaci eletti da altri sindaci e la cui carica in questi enti cessa al cessare della carica di sindaco. Incarichi senza alcun compenso o altra forma di indennità."
- il secondo aspetto è proprio il ruolo degli enti di area vasta: "da enti di governo territoriale con funzioni proprie assumono un ruolo di coordinamento, di razionalizzazione e di supporto delle funzioni dei comuni".
- il terzo aspetto riguarda i costi e i prevedibili risparmi: "in un sistema di governo locale strettamente integrato si possono prevedere forme efficienti di semplificazione amministrativa, di migliore utilizzazione degli apparati organizzativi e delle risorse strumentali e umane, e in ultima analisi di riduzione dei costi."

Potrebbe essere un inizio per la razionalizzazione e riduzione totale della burocrazia italiana.

Arch. Lorenzo Margiotta

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