Dopo molte incertezze, il Consiglio dei Ministri ha finalmente varato venerdì scorso lo schema del regolamento sui requisiti dei certificatori energetici degli edifici.

Certificazione energetica il regolamento del Consiglio dei MinistriIl provvedimento interviene a sanare i rilievi mossi dalla Commissione europea che aveva avviato una procedura di infrazione a carico dell'Italia per l'incompleto recepimento nell'ordinamento italiano della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell'edilizia.
Si tratta del terzo e ultimo regolamento attuativo del Dlgs 192/2005, quello appunto sui requisiti professionali e le modalità di accreditamento dei certificatori, ma l'Italia è sempre in ritardo.

L'Italia, infatti, completa il pieno recepimento della direttiva 2002/91/Ce, quando l'Unione europea ha già varato una nuova direttiva sull'efficienza energetica (2010/31/Ue) scritta pensando agli obiettivi di risparmio energetico "20-20-20", e che doveva essere recepita dal nostro Paese entro il 9 luglio 2012.

Lo Schema dell'attuale DPR
art. 1 - Finalità e ambito di intervento
art. 2 - Riconoscimento e disciplina dei requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici
art. 3 - Requisiti di indipendenza e imparzialità dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici
art. 4 - Qualificazione dell'attestato di certificazione energetica
art. 5 - Funzioni delle Regioni e Province autonome
art. 6 - Criteri di controllo della qualità del servizio di certificazione energetica
art. 7 - Disposizioni finali
art. 8 - Copertura finanziaria
Allegato 1 - Contenuti minimi del corso di formazione per tecnici abilitati alla certificazione energetica degli edifici

I soggetti abilitati alla certificazione energetica
L'articolo 4, comma 1, lettera c) del Dlgs 192/2005 prevedeva l'emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica che stabilisse "i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici e l'ispezione degli impianti di climatizzazione".

Ora, con le presenti norme, possono svolgere attività di certificazione energetica, e sono quindi riconosciuti come soggetti certificatori:
- tutti i tecnici abilitati;
- gli Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell'energia e dell'edilizia;
- gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento;
- le società di servizi energetici (ESCo).

I requisiti formativi per ottenere l'abilitazione
L'articolo 2 del presente regolamento, ha definito i titoli che devono possedere i certificatori energetici.
I requisiti necessari per ottenere l'abilitazione allo svolgimento dell'attività di certificazione sono:
- il diploma di istruzione tecnica nel settore tecnologico o la laurea;
- l'iscrizione all'Ordine professionale di riferimento;
- la frequenza di corsi di formazione - di almeno 64 ore - sulla certificazione energetica degli edifici, autorizzati dal Ministero dello Sviluppo economico di concerto con i Ministeri delle Infrastrutture e dell'Ambiente.

L'assenza di conflitto di interesse del certificatore
Per assicurare l'indipendenza e imparzialità del certificatore, il regolamento stabilisce l'obbligo per i tecnici, all'atto di sottoscrizione dell'attestato di certificazione energetica, di dichiarare, nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione, l'assenza di conflitto di interessi, tra l’altro espressa attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell'edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonché rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere né il coniuge né un parente fino al quarto grado.
E questo vale anche nel caso di certificazione di edifici esistenti.

La Responsabilità del certificatore
L'articolo 4 del regolamento stabilisce che l’attestato di certificazione energetica (ACE) assume la valenza di atto pubblico, ai sensi dell’articolo 481 del codice penale con responsabilità diretta del tecnico abilitato che sottoscrive il documento.

Le funzioni delle Regioni e Province autonome

Il regolamento si applica alle Regioni e alle Province autonome che non hanno ancora adottato provvedimenti in applicazione della direttiva 2002/91/CE.
Nell'interesse degli utenti le Regioni e le Province autonome possono:
- adottare un sistema di riconoscimento dei soggetti abilitati nel rispetto delle regole comunitarie;
- promuovere iniziative di informazione e orientamento dei soggetti certificatori e degli utenti finali;
- promuovere attività di formazione e aggiornamento dei certificatori;
- monitorare l'impatto del sistema di certificazione;
- predisporre un sistema di accertamento della correttezza e qualità dei servizi di certificazione;
- promuovere la conclusione di accordi volontari o di altri strumenti per assicurare agli utenti prezzi equi di accesso a qualificati servizi di certificazione energetica degli edifici.

I Controlli
Le Regioni e le province autonome procedono ai controlli della qualità del servizio di certificazione energetica reso dai soggetti certificatori. I controlli devono essere prioritariamente orientati alle classi energetiche più efficienti e comprendono tipicamente:
 - l’accertamento documentale degli attestati di certificazione includendo in esso anche la verifica del rispetto delle procedure;
- le valutazioni di congruità e coerenza dei dati di progetto o di diagnosi con la metodologia di calcolo e i risultati espressi;
- le ispezioni delle opere o dell’edificio.

L'aggiornamento dell'ACE in caso di riqualificazioni impiantistiche
Infine, l'articolo 7 del regolamento introduce misure di semplificazione relative all'aggiornamento dell'attestato di certificazione energetica in caso di riqualificazioni puramente impiantistiche.

L'Allegato 1
Nell'allegato 1 al Dpr sono riportati i contenuti e la durata minimi dei corsi di formazione per i tecnici abilitati alla certificazione.
I corsi possono essere svolti, a livello nazionale, da università, organismi ed enti di ricerca, da consigli, ordini e collegi professionali autorizzati dal Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con i Ministeri delle infrastrutture e dell'ambiente. A livello regionale i corsi possono essere svolti dalle Regioni stesse e dalle Province autonome o da altri soggetti, con competenza specifica, autorizzati dalle predette amministrazioni.

Ing. Enzo Ritto
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