Il Centro studi di Confindustria ha comunicato che la produzione ha smesso di calare. Sono segnali positivi anche per ordinativi ed export, e le famiglie sono meno pessimiste.

E' stata evidenziata l’attenuazione della recessione nell'industria italiana: la produzione ha smesso di scendere, anche se rimane molto bassa e lontana dai livelli pre-crisi.

La svolta dell’economia del Paese avverrà al più tardi nel prossimo autunno. "Il cambiamento di rotta è favorito dal contesto internazionale più dinamico - rileva il Centro Studi - grazie alle conferme di ripresa negli USA, alla ripartenza del Giappone e al robusto apporto all'incremento della domanda mondiale da parte dei Paesi emergenti."

Tuttavia, "la spesa in consumi verrà penalizzata dalla necessità di ricostituire il risparmio, dalla difficoltà a ottenere credito e dal calo dell’occupazione, che proseguirà ancora per molti mesi".

La politica monetaria nell'Europa rimarrà espansiva per molto tempo, ma si avvicinano le elezioni tedesche, con esiti non scontati e dalle quali dipendono molte novità di ripresa economica.

Rimane però ancora fragile il mercato dell’edilizia in Italia. Gli investimenti continuano a essere frenati dal persistere della elevata capacità produttiva inutilizzata, ma aiuterà la maggiore fiducia delle famiglie.

Si consolidano le prospettive di miglioramento anche grazie al segnale importante dato dal vertice europeo di fine giugno in cui si è deciso di destinare: 8 miliardi per contrastare la disoccupazione giovanile e 10 miliardi come leva finanziaria per accrescere i prestiti a favore delle piccole e medie imprese.

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