Il 24 marzo scorso, a Scanzano Jonico (MT), si è tenuta la cerimonia per la posa della prima pietra dell’Abitazione per la Pace dell’architetto Mario Cucinella, che segna l’avvio della realizzazione di un’iniziativa a favore dei rifugiati ideata dal Premio Nobel Betty Williams, Presidente della Fondazione Città della Pace, e lanciata dall’attrice e attivista per i diritti umani Sharon Stone nel corso della sua visita alla Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata nel settembre 2015.

foto Mario Cucinella Architects

“Oggi si realizza il mio sogno di dare una nuova possibilità di vita a persone costrette a fuggire dalle loro case per la guerra e le persecuzioni, arricchendo anche le comunità virtuose che accolgono in modo responsabile i rifugiati ed i richiedenti asilo”, ha dichiarato il Premio Nobel.

Questo progetto innovativo, ideato dal famoso architetto Mario Cucinella, sarà realizzato per la Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata interamente con le risorse private di due lungimiranti imprenditori: il lucano Nicola Benedetto – Fondatore della BBC SPA, azienda tra le più importanti della Basilicata - e Pasquale Natuzzi – Presidente ed Amministratore Delegato del Gruppo Natuzzi.

Al termine dei lavori la cosiddetta ”Abitazione per la Pace” verrà donata al Comune di Scanzano Jonico per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo, attuando l’impegno sottoscritto nel maggio 2016 presso la sede della FAO a Roma.

Si tratta del prototipo di tre case ecosostenibili a basso costo e ad alta qualità abitativa che potrà divenire un esempio da replicare nelle aree dove l’accoglienza dei rifugiati è ormai un fenomeno strutturale del nostro tempo. L’edificio, che assume la sua forma dalle ali di una farfalla, prevede l’utilizzo di tecnologie innovative per il risparmio energetico, si articola in tre moduli abitativi indipendenti, sarà realizzato su suolo pubblico del Comune di Scanzano Jonico per l’accoglienza di tre famiglie costrette a fuggire dalle proprie case a causa di persecuzioni e guerre.

La Regione Basilicata partecipa al progetto affiancando i privati in questa iniziativa attraverso la realizzazione delle sistemazioni esterne del lotto che consentiranno l’integrazione paesaggistica dell’edificio concretizzando un’intesa tra donatori privati e l’amministrazione pubblica, che dimostra come sia possibile elaborare modelli innovativi e virtuosi non solo per l’accoglienza ma anche per l’integrazione delle persone costrette a fuggire dai propri paesi d’origine.

La fase del cantiere vedrà anche il coinvolgimento diretto dei rifugiati accolti in Basilicata con l’attivazione di tirocini formativi; in questo modo si garantirà un’occasione di formazione professionale per i rifugiati che avranno la possibilità di sperimentare un cantiere di edilizia sostenibile acquisendo nuove competenze.
Fonte: www.basilicatanet.it

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