La società "Maisons France Confort Group", fondata nel 1919 e attrice principale della casa di proprietà in Francia, ha realizzato nella cittadina di Saint-Priest (a circa 13 km da Lione) una casa passiva, denominata
2020 MFC CONCEPT, dotata anche di sistemi per il recupero delle acque piovane ed il controllo delle emissioni di anidride carbonica.
La costruzione, edificata in una zona suburbana, fa parte di un progetto più vasto che mira a creare a Saint-Priest un quartiere totalmente ecosostenibile.

Casa passiva ed edilizia sostenibileLa MFC 2020 è un concetto innovativo nella sua logica, un progetto nuovo ed originale: tutte le funzioni che consumano energia (come luce, riscaldamento, illuminazione naturale, ventilazione, elettrodomestici)  sono progettate e gestite per ottenere ogni giorno risparmi energetici molto consistenti.

Questi risparmi energetici, oltre a rendere la casa completamente autonoma dal rifornimento energetico, danno un surplus di energia utilizzata per alimentare un'auto elettrica con un'autonomia minima di 60 km / giorno.

Un approccio convergente tra costruzione e mobilità, infatti, aiuterebbe molto il passaggio verso un cambiamento significativo della sostenibilità ambientale, delle relative politiche ambientali locali e della mentalità urbana ancora non totalmente consapevole di essere parte attiva nella trasformazione di usi e costumi consolidati.

E' ormai risaputo che la casa passiva (termine tecnicamente distinguibile) è un'abitazione che assicura il benessere termico senza o con una minima fonte energetica di riscaldamento interna all'edificio, oppure senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale" (caldaia e termosifoni o sistemi analoghi).

La casa, infatti, è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda.

Il concetto ispiratore della MFC 2020, invece, è quello di andare oltre una casa a risparmio energetico dotata di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, di andare oltre il classico comfort visivo e le usuali condizioni di habitat, di utilizzare al meglio tutte le prospettive positive di una casa domotica di alto livello, di sfruttare requisiti anti-sismici eccezionali, e principalmente anche quello di trattare soluzioni che incrementino la convergenza della mobilità sostenibile a zero emissioni con l'abitazione stessa.

Ecco spiegate le sinergie di grandi aziende che hanno condiviso le proprie alte esperienze nella riuscita di un progetto innovatore. E grazie ai 16 grandi marchi intervenuti (Weber Saint-Gobain, BMW, EDF, Schneider, Siemens, Velux, ArcelorMittal, ecc.) ci troviamo di fronte ad un prototipo che potrà diventare un amplificatore di efficienza del risparmio energetico e tutela ambientale.

Arch. Lorenzo Margiotta
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