In Norvegia si è sviluppata una crescente cultura verso costruzioni passive (P.H.) ed edifici ad alta efficienza energetica: un passo necessario verso uno sviluppo edilizio sostenibile.
Dopo varie ricerche svolte anche in Germania e Austria, numerose pubblicazioni hanno diffuso in Norvegia il concetto della sostenibilità con costruzioni a basso consumo di energia.

Si è contribuito così ad una maggiore conoscenza di buone soluzioni per la progettazione e realizzazione di edifici energeticamente efficienti. Però non basta costruire a bassi consumi, si deve anche puntare ad un obiettivo di "zero emissioni".
E ciò è possibile con la migliore interazione possibile tra l'edificio, le sue varie componenti tecniche e modelli di consumo, per far sì che case autosufficienti possano contribuire a limitare le emissioni di gas serra, rallentando il riscaldamento globale.

Un esempio pilota di bioedilizia è stato realizzato in Norvegia dallo studio di ricerca e progettazione Snøhetta, partner attivo nel ZEB (Centro di Ricerca sulle Zero Emission Buildings), che riesce a compensare le emissioni di CO2 mediante lo studio della geometria e del volume dell'involucro, l'orientamento sud-est, il posizionamento delle superfici vetrate e la scelta dei materiali altamente qualificati.

Si tratta di una casa unifamiliare, nei pressi della città norvegese di Larvik, destinata ad essere utilizzata come piattaforma di dimostrazione per facilitare l'apprendimento sulla costruzione di una metodologia per la realizzazione di più case con soluzioni sostenibili integrate.

La casa a zero emissioni realizzata a Larvik è energeticamente autosufficiente, genera oltre il 100% del fabbisogno di elettricità, produce infatti più elettricità di quella necessaria a coprire i consumi domestici, ma riesce anche a compensare le emissioni CO2 generate dal processo produttivo delle materie prime utilizzate per la fabbricazione dell’edificio e quelle dell’energia necessaria a coprire le varie fasi della costruzione.

Nel pieno rispetto del concetto di bioedilizia durante la costruzione della "zero energy house" non sono stati impiegati né plastica e né cemento. L’abitazione è dotata di pannelli fotovoltaici e di un impianto solare termico integrato da pozzi geotermici. Il tetto spiovente garantisce un'esposizione ottimale alla luce solare, garantendo un'alta efficienza dei pannelli solari e un'illuminazione naturale dell'edificio.

L'abitazione è disposta intorno ad un cortile esterno rivestito in mattoni e tronchi accatastati, sfrutta i principi dell’edilizia passiva e limita ogni tipo di spreco di risorse naturali ed energetiche, grazie alle più avanzate tecniche per l’isolamento termico e l’efficienza energetica, a sistemi per la raccolta e il riciclo dell’acqua piovana, a collettori solari e a finestre isolanti che evitano la dispersione di calore ed energia.

I materiali scelti per gli interni sono ecosostenibili e garantiscono una buona qualità dell’aria. Il giardino è dotato di una piscina e doccia con acqua calda, ottenuta dal trattamento dell’energia solare, mentre in inverno viene riscaldata a legna la sauna esterna. All'esterno dell’abitazione, un orto e un piccolo frutteto forniscono frutta e verdura a chilometri zero.

Ivano Sempieri

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