Domenica 6 ottobre p.v. si svolgerà la Giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche e il Governo aprirà al pubblico Palazzo Chigi, che potrà essere visitato da persone con disabilità e dai loro accompagnatori.

Inevitabili le contestazioni espresse da numerose associazioni che operano con costanza e drammaticità nel sociale: presa in giro o semplice gesto ipocrita?

La direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri così aveva spiegato l'iniziativa: "in tale giornata le amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, assumono, nell'ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a informare e sensibilizzare i cittadini sui temi legati all'esistenza delle barriere architettoniche; sostengono altre-sì azioni concrete per favorire l'integrazione delle persone in situazione di disabilità, degli anziani e di quanti comunque limitati nella mobilità."

Ma al di là delle buone intenzioni nulla si è fatto perché questa giornata diventi un vero stimolo agli interventi idonei per facilitare la vita quotidiana delle persone disabili.

Sappiamo da anni che si dovrebbe lavorare molto per abbattere le barriere culturali che in realtà sono molto più rigide nelle nostre menti per creare un ambiente che sia in grado di accettare tutti, ognuno per la propria diversità.

Non si devono distinguere persone disabili, perchè esistono solo persone con le proprie diversità. Da bambini a quando si diventa anziani è un percorso di vita disseminato di ostacoli, e le barriere architettoniche ne sono un esempio.

Come mai, allora, anche questo Govero ha "dimenticato", ancora una volta, di rifinanziare la Legge 13/1989, unica norma nazionale che prevede contributi reali per l'eliminazione delle barriere dalle abitazioni delle persone con disabilità?

Tutti gli Enti pubblici dovrebbero avere tra le loro priorità l'eliminazione di tutte le barriere architettoniche cittadine, anche attraverso la vigilanza degli organi preposti e il rispetto della normativa esistente,

Eleonora Tamari

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