L’Etna è un vulcano dove l’interazione tra le forze primordiali e le forme di vita vegetale che si sono succedute nello spazio e nel tempo, ha determinato l’evoluzione di una straordinaria varietà di ambienti e paesaggi naturali, che sono il risultato di lunghi e complessi fenomeni fisico-chimici e biologici.

Azione organica di tutela del territorioL'Assemblea Regionale Siciliana varò il 6 maggio 1981 la Legge n. 98 che prevede l'istituzione di 19 riserve e la nascita di 3 parchi naturali: l'Etna, i Nebrodi e le Madonie, segnando in questo modo l'inizio della via siciliana ai parchi.
Con tale legge quadro, infatti, la regione Sicilia decise di avviare un'azione organica di tutela del territorio.

L'idea della costituzione del Parco dell'Etna, per proteggere questo ambiente naturale straordinario ed unico in Europa, nacque nel corso degli anni '60, ma il vero atto di nascita porta la data del 17 marzo 1987 (G.U.R.S. n. 14 del 4 aprile 1987). Il 14 agosto dello stesso anno venne costituito l'Ente di diritto pubblico per la gestione dell'area protetta, denominato Ente Parco dell'Etna con sede in Nicolosi (CT).

Il Parco dell’Etna, così come le altre aree naturali protette, si pone quale modello di assetto territoriale capace di “pensare” alla conservazione della natura in un quadro complessivo di recupero e difesa ambientale, correlato allo sviluppo eco-sostenibile dell'area sottoposta a tutela.

Ma la bellezza del Parco dell'Etna non sta soltanto nella grandiosità delle eruzioni e nelle colate di lava incandescente. Attorno al grande vulcano si estende un ambiente unico e impareggiabile, ricco di suoni, profumi e colori: un comprensorio dal paesaggio incantevole.

Il territorio del Parco dell'Etna, che si estende dalla vetta del vulcano sino alla cintura superiore dei paesi etnei, è stato diviso in quattro zone a diverso grado di protezione: zone A, B, C e D, a cui corrispondono diversi livelli di tutela.

Nell’area di “riserva integrale” (zona “A”), la natura è conservata nella sua integrità; nell’area di riserva generale (zona “B”), si coniuga la tutela con lo sviluppo delle attività economiche tradizionali; nell’area di “protezione a sviluppo controllato" (pre-Parco) costituita dalle zone “C” e “D”, che si presenta notevolmente antropizzata, si persegue uno sviluppo economico compatibile con il rispetto del paesaggio e dell’ambiente.
 
Si tratta di un'area complessiva pari a poco più di 59.000 ettari (ricadente interamente nella provincia di Catania interessando il territorio di 20 comuni) che essendo "protetta" mira alla conservazione attiva per concorrere alla salvaguardia e alla corretta gestione dell’ambiente, consentendo contestualmente, migliori condizioni di abitabilità e sviluppo dell’economia.

Alessandra Agrimoni
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