In Gazzetta ufficiale (n. 149 - 30.6.2015) è pubblicato il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri recante "Adozione del modello semplificato e unificato per la richiesta di autorizzazione unica ambientale - AUA".

Con la pubblicazione del DPCM viene confermato il modello unico semplificato, già approvato dalla Conferenza unificata nel febbraio scorso, per sostituire varie diverse autorizzazioni ambientali. (tra cui quelle relative allo smaltimento di rifiuti, fanghi e acque reflue).

L’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) introduce un’unica autorizzazione che sostituisce fino a 7 diversi titoli abilitativi in campo ambientale richiesti dalle vigenti normative di settore, ossia:
- l’autorizzazione agli scarichi;
- la comunicazione per l’utilizzo delle acque reflue;
- l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera (ordinarie e per le attività in deroga);
- la comunicazione o nulla osta per la previsione di impatto acustico;
- l’autorizzazione all’uso di fanghi ottenuti da depurazione in agricoltura;
- la comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti;
- la comunicazioni in materia di recupero di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi.

Secondo la normativa, l'autorizzazione unica ambientale va richiesta allo Sportello unico per le attività produttive (SUAP), che fa da tramite con le singole autorità competenti per il rilascio.

L'Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017, approvata dal Consiglio dei ministri il 1° dicembre 2014, aveva già previsto la definizione della modulistica standardizzata per la presentazione dell'istanza dell'AUA (in attuazione del DPR 13 marzo 2013, n. 59) nonché la predisposizione e l'adozione del modulo unico semplificato per la richiesta di AUA entro il gennaio 2015.

Ciò non è avvenuto nei tempi previsti (ben 5 mesi dopo), e come al solito, per scaricare responsabilità su altri, il DPCM di adozione del Modello Semplificato AUA (datato 8 maggio) prevedeva che le regioni, entro il 30 giugno 2015, adeguassero i contenuti del Modello stesso.
Situazione legislativa anacronistica, tutta italiana, risulta quindi che il DPCM n. 149/2015 viene pubblicato proprio il 30 giugno 2015, quindi senza tempi tecnici disponibili per le Regioni.
Ovviamente ritardi su ritardi, anche per garantire la massima diffusione del modello stesso.

Ing. Enzo Ritto

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