Con l’entrata in vigore (il 13 giugno scorso) dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), sono state sostituite varie procedure diverse (ad es.: l'autorizzazione allo scarico di acque reflue, l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico), dando così compiuta attuazione all'articolo 23 del decreto legge "Semplifica Italia".

Prima le norme ambientali costringevano le imprese a rivolgersi ad amministrazioni diverse (Regioni, Province, Comuni, ARPA, Autorità di bacino ecc.) per ottenere le autorizzazioni ambientali necessarie all'attività produttiva. Quadro ulteriormente complicato dal fatto che queste autorizzazioni avevano anche periodi di validità differenti.

Ora, con l’entrata in vigore del DPR 13 marzo 2013 n. 59, basta un'unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP), competente per territorio, per richiedere l'unica autorizzazione necessaria, con la garanzia di una certezza dei tempi.
In caso di mancato rispetto dei termini, infatti, è previsto il ricorso ai poteri sostitutivi: l'impresa potrà rivolgersi al dirigente appositamente nominato, che dovrà chiudere il procedimento nella metà del tempo originariamente previsto.

Nel caso in cui si tratti di attività soggette a mera comunicazione oppure ad autorizzazione di carattere generale, sarà sempre possibile scegliere di non ricorrere all'AUA. Resta invece obbligatoria l’adesione all’AUA in occasione del rilascio, rinnovo, modifica o aggiornamento di almeno uno dei titoli abilitativi sostituiti.

Nell’Autorizzazione Unica Ambientale, quindi, confluiscono attualmente le seguenti comunicazioni e autorizzazioni in materia ambientale:
- l’autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali di cui agli artt. 124 e ss. del D.Lgs n. 152/2006 (Codice dell’ambiente);
- la comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti derivanti dall’allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi e delle acque reflue provenienti dalle imprese che esercitano esclusivamente attività di coltivazione e/o silvicoltura ovvero di allevamento, nonché dalle imprese dedite a tali attività e alla trasformazione o valorizzazione della produzione agricola;
- l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’art. 269 del Codice dell’ambiente;
- l’autorizzazione generale alle emissioni in atmosfera di cui all’art. 272 del Codice dell’ambiente;
- la comunicazione o il nulla osta sull’impatto acustico di cui all’art. 8 della Legge n. 447/1995, recante la legge quadro sull’inquinamento acustico;
- l’autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura;
- le comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli artt. 215 e 216 del Codice dell’ambiente.

Confindustria ha pubblicato le Linee Guida applicative al DPR 59/2013, con le quali spiega innanzitutto che l’AUA è fondamentalmente diversa dall’AIA per approccio concettuale (integrazione di tutti gli aspetti ambientali), contenuto e iter amministrativo-procedurale.
Confindustria ha spiegato in dettaglio a chi si applica l’AUA, quando non si applica, a chi, come e quando deve essere presentata la domanda, quali devono essere i contenuti della prima domanda per impianti esistenti al 13 giugno 2013, la durata dell’AUA, la procedura di rilascio, le modifiche di stabilimento/impianto/attività in presenza di AUA già rilasciata, il rinnovo dell’autorizzazione.

Ing. Enzo Ritto

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