Il Comune di Milano ha stanziato 2 milioni di euro per proteggere il patrimonio esistente ed entro marzo saranno 7.300 i nuovi esemplari piantati in città.

Aumenta il Verde a Milano contro l inquinamentoÈ sempre la Natura ad offrirci un aiuto contro le emissioni inquinanti presenti nelle nostre città; è positiva quindi l'iniziativa di piantare alberi per migliorare la qualità della vita dei cittadini milanesi.

Dal 15 novembre scorso, giorno in cui vennero piantati i primi 48 lecci davanti alla Stazione Centrale, fino al 31 dicembre, sono stati messi a dimora nei parchi, nei giardini, nelle vie e nelle piazze della città nuovi aceri, ippocastani, betulle, cedri, noccioli, biancospini, frassini, magnolie, paulonie, platani, lecci, robinie, salici, olmi e tanti altri esemplari, per un totale di 1.706 nuovi alberi di 45 specie diverse.

Queste piantumazioni fanno parte del piano del Comune di Milano per portare in città, entro l’inizio della primavera, 4.272 nuovi alberi in sostituzione di quelli rimossi (perché ammalati o instabili). A questi si aggiungeranno, inoltre, 3.000 esemplari in scomputo degli oneri di urbanizzazione, per un totale di 7.300 nuove piante.

Tra gli obiettivi figurano certamente anche il miglioramento della salute e del benessere dell'uomo, con lo scopo finale di contrastare anche gli effetti dei cambiamenti climatici.

C'è da auspicare però che le essenze degli alberi siano state adeguatamente selezionare per essere capaci di resistere allo stress ambientale e di garantire al contempo una serie di positività: il sequestro e lo stoccaggio del carbonio atmosferico e di altri contaminanti aerodispersi, il miglioramento del microclima, e la riduzione dei consumi energetici e dei relativi carichi inquinanti.

Una Legge ad hoc

Sicuramente l'Amministrazione milanese risponde alla novità espressa dalla legge nazionale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell' 1.2.2013, la Legge n.10/2013, con la quale lo Stato è riuscito finalmente a rendere obbligatoria la tutela degli alberi monumentali in tutto il territorio nazionale.

Ricordiamo, infatti, che la legge ha definito l'albero monumentale e l'albero secolare tipico, come "l'albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero considerati entrambi come rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali".

Facile quindi considerare, nel pieno rispetto degli obiettivi legislativi, anche i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani e gli alberi ad alto fusto inseriti in piazze, parchi e in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

E' un passo importante per lo sviluppo sostenibile delle città italiane, anche in considerazione dell'altra novità costituita dall'obbligo dei sindaci comunali di piantumare in città un albero per ogni neonato, anche adottato.
Questa operazione, infatti, favorisce l'auspicato censimento delle alberature cittadine - il cosiddetto catasto degli alberi - che costituirà un vero bilancio arboreo per ogni comune.

Arch. Lorenzo Margiotta
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