Il Governo, con l'approvazione delle nuove norme sulla tutela del patrimonio culturale italiano, tenta di risolvere anche l'annoso problema della situazione insostenibile dell'area archeologica degli Scavi di Pompei.

Le norme approvate dal Consiglio dei mnistri dovrebbero attuare "una serie di misure finalizzate all'accelerazione delle procedure del Grande Progetto Pompei.

"Il progetto Pompei ha anni di ritardi anche nella progettazione. Nel decreto sono previste misure che senza toccare i controlli di trasparenza e legalità acceleri la progettazione anche con l’assunzione di 20 progettisti". Così si è espresso il ministro Dario Franceschini illustrando una delle norme del D.L. Cultura approvato in Consiglio dei ministri.

Bisogna essere fiduciosi, visto che il soprintendente Massimo Osanna ha dichiarato: "Noi lavoriamo in una città morta fatta di 66 ettari, é una città di rovine che è destinata a crollare, certo che noi non stiamo a guardare i crolli, quello che dobbiamo fare è lavorare a progetti a lungo termine."

Lascia sempre perplessi, comunque, il dover riflettere su come lo Stato italiano sia sempre poco attento all'importanza del grande apporto professionale che possono dare i progettisti. Se la notizia delle 20 assunzioni sarà portata a compimento, lascia sempre l'amaro in bocca il sapere che saranno solamente assunzioni a tempo parziale.

Si continua sempre ad affrontare solo l'emergenza, senza affrontare "il toro dalle corna" perindividuare fino in fondo le cause che determinano i problemi e quindi prendere decisioni forti ma idonee alla risoluzioni delle difficoltà.

Arch. Lorenzo Margiotta

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