Gli esperti di settore prevedono che nel mondo, entro il 2019, ci saranno circa 10 miliardi di smartphone o tablet attivi che scambieranno ogni mese 35 quintilioni di byte (un quintilione equivale a 1 seguito da 30 zeri, mentre un gigabyte ha "solo" nove zeri).

E' naturale, quindi, pensare che il mondo della comunicazione senza fili si interessi ad un ritorno d'accorgimenti vecchi di secoli, cioè a tecniche di comunicazione wireless basate su segnali visivi che potrebbero (in un prossimo non lontano futuro) prendere il posto di tecnologie basate sullo scambio informativo via onde o microonde.

In poche settimane si è immediatamente divulgata la notizia che Apple aveva già testato le capacità di Li-Fi - una tecnologia di comunicazione wireless bidirezionale, presentata come più veloce e più sicura del Wi-Fi.

Infatti Li-Fi (temine ottenuto dalla fusione di Light (luce) – e Wi-Fi), tecnologia ad alta velocità quindi simile a Wi-Fi, è una tecnologia emergente che utilizza le onde luminose per comunicare dati (da non confondere, però, con le comunicazioni ottiche via fibra).

Il termine è stato coniato da Harald Haas, professore dell'Università di Edimburgo, ed è una forma di comunicazione a luce visibile e un sottoinsieme delle comunicazioni wireless ottiche, che potrebbe essere un sostituto nel contesto della trasmissione dati.

Nelle prove sperimentali, il Li-Fi ha dimostrato il suo potenziale di rete superveloce, raggiungendo una velocità 100 volte più veloce delle tecnologie Wi-Fi attualmente in commercio (che utilizzano gli spettri affollati della radiofrequenza per trasmettere i dati) raggiungendo una velocità di 224 Gigabit.

Il funzionamento wireless del Li-Fi prevede che il flusso dati in arrivo dalla Rete o da una LAN venga codificato e modulato da un software per tradurli in impulsi luminosi ad alta frequenza.
A svolgere le veci dell'antenna Wi-Fi emittente troveremo forse una lampada a LED capace di emettere migliaia di impulsi luminosi al secondo e garantire, così, la trasmissione dei dati.
Ovviamente, all'altro capo della comunicazione senza fili troveremo un ricettore di impulsi luminosi (un sensore ottico come ad esempio una telecamera), capace di rilevare e decodificare i segnali trasmessi dal LED, inviandoli poi ad un software che si occuperà di convertirli infine in segnali elettrici che possono essere letti da un qualsiasi computer o dispositivo mobile.

Ing. Enzo Ritto

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?