Gemellata con Firenze da ben trent'anni e annoverata tra le mete tedesche più ambite dagli italiani, Dresda è una città che, nostante gli ingenti danni dei bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale, possiede esempi di architetture storiche di rilievo nel panorama europeo.

Architetture storiche a FirenzeIn segno dell'unione con il capoluogo toscano, è allestita una mostra intitolata “Dresda e i suoi architetti” presso la Biblioteca delle Oblate. A inaugurarla il sindaco di Dresda Helma Orosz. La mostra analizza le strutture abitative e industriali della città tedesca.

"Per la cultura edile di Dresda l’edilizia abitativa è stata da sempre un compito centrale, che nel corso dell’Ottocento ha acquisito un peso sempre maggiore.
La costruzione di ville e di abitazioni in affitto, grazie a una precisa legislazione edilizia e ad alti standard di forma, ha contribuito in maniera determinante a creare l’habitus urbano e architettonico della città.
La tipologia costruttiva della villa si protrae fin nel corso del XX secolo ed è legata a nomi come Hermann Pietzsch, Hermann Muthesius o Bruno Paul.

L’architetto Emil Scherz lavorò, al pari di altri, in entrambi i settori. Il parallelismo, almeno in parte, tra tipologie tradizionali e nuove tendenze architettoniche dopo il 1900 rende l’evoluzione dell’edilizia abitativa un avvincente caleidoscopio e produce i suoi effetti fino alla metà del secolo.

Edifici per il settore dei trasporti e dell’industria sono paradigmatici dello sviluppo da città a metropoli, come pure del progredire della scienza, della tecnica, della mobilità e dell’approvvigionamento.
Aspetti economici, sociali e demografici hanno qui la stessa rilevanza della tecnica costruttiva e degli obiettivi estetico-architettonici perseguiti.

Il nuovo ponte di Augusto, realizzato tra il 1907 e il 1910 da Wilhelm Kreis e Hermann Klette, evidenzia da una parte modalità costruttive del tutto moderne, dall’altra sul piano formale l’influenza del predecessore storico.
Edifici come la stazione della Neustadt di Osmar Dürichen uniscono con abile pragmatismo la problematica dei trasporti a una costruzione moderna a forme rappresentative. Per la Dresda metropoli del periodo antecedente alla prima guerra mondiale, una figura chiave è Hans Erlwein che diede vita a un nuovo linguaggio delle forme in cui i tratti regionali vengono  modificati e trasposti nella nuova epoca».

La mostra “Dresda e i suoi architetti” resta aperta al pubblico fino al 31 maggio 2010.
Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 26 – Firenze)
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