Simona Malvezzi, con il team del suo studio (Kuehn Malvezzi Architekten), ha vinto il concorso di progettazione per la migliore soluzione di un edificio di culto con struttura unica ma tre religioni distinte monoteiste.

Architettura religiosa un esclusivo concorso vinto dall architetto MalvezziIl concorso aveva come obiettivo precipuo quello di riqualificare una zona archeologica nel centro cittadino e realizzare un luogo di preghiera multi-religiosa a Petriplatz, nell’Isola dei Musei, a Mitte, il centro della capitale tedesca.

Un luogo di culto aperto a fedeli ebrei, cristiani e musulmani, con tre spazi di preghiera e di celebrazione, e non solo, quindi, come luoghi di raccoglimento moltireligioso. La novità tipologica consiste proprio in questo.

L'esperienza precedente

Già nel febbraio 2010 era stato inaugurato uno spazio interreligioso costruito all’interno del quartiere espositivo della Fiera di Milano, costruita a Rho.
Era l’Oasi del Silenzio, una iniziativa gestita dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano e dal Forum delle Religioni, come luogo di raccoglimento aperto a tutti i culti.

L’area si presentava divisa in tre parti:
- un ingresso, con lo scopo di accogliere i visitatori;
- una cappella destinata ai fedeli cristiani;
- un locale lasciato volutamente senza caratterizzazioni religiose specifiche, per  riservarlo alle altre confessioni.

La novità

Già in occasione delle principali mostre in programma alla Fiera di Milano, l'Oasi del Silenzio fu anche animata da funzioni religiose: il venerdì destinato al rito musulmano, il sabato e la domenica a quello ebraico e quello cristiano.

E così anche la futura chiesa di Berlino dello studio Malvezzi avrà tre spazi destinati a tre tipi diversi di celebrazioni: cristiane, islamiche, cattoliche (senza creare alcuna gerarchia tra i tre luoghi di culto).

Uno spazio per la comprensione ed il confronto”, lo ha definito uno degli architetti coinvolti nel progetto.
L'arch. Malvezzi, ha dichiarato d'aver accolto con forte entusiasmo e grande sfida l'opportunità di costruire il primo edificio al mondo che al suo interno potesse accogliere tre aree di culto distinte.
"Il nostro progetto prevede uno spazio urbano che sia sostanzialmente un luogo di socialità per gli abitanti della zona e per i turisti, non solo un luogo per lo spirito - ha dichiarato in una intervista l'architetto milanese -. Dall'interno dell'edificio si potranno guardare le fondamenta della chiesa preesistente e dallo spazio comune si potrà accedere alle tre aree dedicate rispettivamente alle tre religioni e in alto, all'ultimo livello, abbiamo previsto una terrazza, una zona pubblica per la socialità".

I dubbi

Sicuramente ci troviamo di fronte ad una innovativa soluzione architettonica, ma immediatamene ci poniamo alcune domade:
- tre tipi diversi di celebrazione nello stesso luogo possono essere occasone di dialogo ecumenico?
- una nuova tipologia di luogo di culto potrà veramente favorire il confronto tra le tre grandi religioni monoteistiche?
- è forse meglio continuare ad avere tre chiese divise fisicamente e dialogare in luoghi più consoni e opportuni?

Il dibattito è aperto e offre spunti a diverse considerazioni.

Arch. Lorenzo Margiotta
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