Tipico esempio dell’architettura razionalista italiana degli anni ’30, il complesso della Manifattura Tabacchi rispecchia pienamente i canoni propri dell’edilizia funzionale dell’epoca improntati a una sobrietà monumentale di stampo classicista: costruito fra il 1933 e il 1940 per la produzione di sigari e sigarette, nel 1997 è stato posto sotto tutela dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali in quanto costituisce un importante contributo al razionalismo e novecentismo italiano degli anni ‘30.

Progettato in parte dall’architetto Nervi e realizzato dalla sua impresa costruttrice, l’edificio è pregevole per l’impianto monumentale e le sue qualità strutturali; secondo il parere dell’Associazione Italiana per la Tutela del Patrimonio Archeologico Industriale rappresenta non solo la più grande, ma la più bella fra le manifatture tabacchi edificate in Italia negli anni ’30. Costituisce inoltre una preziosa testimonianza del lavoro femminile, le famose sigaraie, e delle loro lotte sindacali, un ricordo ancora percepito in città e soprattutto nel quartiere che con la Manifattura ha convissuto per decenni utilizzando le sue stesse strutture di servizio, cioè il teatro e l’asilo.
Dismessa come fabbrica nei primi anni 2000, la Manifattura è stata poi utilizzata come deposito delle scenografie e costumi del Teatro Comunale e del Teatro alla Pergola di Firenze.

Il complesso, pur essendo in buono stato di conservazione, necessita in alcune sue parti di urgenti opere di manutenzione ma il progetto di recupero che è stato presentato prevede, oltre al mutamento di destinazione da pubblica a privata – è già stata approvata la variante - un suo radicale stravolgimento: la demolizione di porzioni originali, la loro sostituzione con edifici completamente fuori scala rispetto al contesto urbano circostante e la rifunzionalizzazione in appartamenti, uffici e varie attività commerciali.

Il tutto appare una pura speculazione edilizia volta esclusivamente ad incrementare il valore di rendita dell’area mentre non viene assolutamente percepita la potenzialità del complesso a contenere funzioni e spazi pubblici o ad uso pubblico che aiutino a rivitalizzare, sotto il profilo culturale, artistico e sociale, la zona circostante.
Recuperare aree dismesse come quella della ex-Manifattura Tabacchi significherebbe, oltre a favorire una qualità urbanistica e architettonica, riconquistare spazi pubblici, occasioni di socializzazione, servizi ed innovazione in un quartiere caratterizzato da una alta densità residenziale.

Il Comitato per la tutela della Manifattura Tabacchi - che nasce nel 2011 con lo scopo di tutelare l’ex complesso industriale e di favorire il suo recupero rispettandone l’integrità architettonica ed incrementando il suo valore funzionale - insieme ad alcune associazioni ambientaliste ha presentato le proprie osservazioni al progetto.

Fonte: fondambiente.it

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