Architettura oratorianaL’architettura è la prima agenzia educativa di una collettività. Essa configura lo spazio condizionando lo sviluppo psicologico della persona.

Dal momento che la conoscenza umana è anzitutto sensoriale e successivamente razionale, tanto nel suo sviluppo quanto nel suo processo, l’architettura unitamente al paesaggio forniscono i limiti spaziali all’immaginario umano.

Da qui procedono le elaborazioni della fantasia e le precomprensioni del pensiero.

L’architettura è, altresì, linguaggio che trasmette l’ideologia dei sistemi dominanti nelle varie civiltà, così che il "significante" architettonico registra i "significati" culturali.

Tra questi emergono le risposte agli elementi qualificanti il vissuto umano che si concentrano nell’apertura all’ambiente, ai simili, a Dio.

Ne derivano espressioni specifiche e trasversali, così che l’architettura impatta con
l’ambiente naturale, costituisce il tessuto urbano, separa i luoghi religiosi.

Nell’ambito della chiesa a mediare culto e società sono strutture di incontro, formazione
e ricreazione che significano architettonicamente e funzionalmente l’umanesimo plenario di ispirazione cristiana.

Luogo di eccellenza è dunque l’oratorio, che trasla il suo termine dall’ambito eminentemente religioso a quello più estesamente sociale, così da indurre idealmente alla Progettazione e riqualificazione di spazi per attività sportive, culturali e aggregative in aree di pertinenza degli Enti Ecclesiastici Italiani, onde addivenire ad un’autentica democrazia urbanistica.

Natura del centro giovanile

Pur nella sostanziale unitarietà del fine pastorale l’oratorio va differenziato nelle soluzioni architettoniche, dovendo ragguagliare diversi contesti tanto sociali quanto strutturali.
Considerando l’accelerazione storica e le dinamiche sociali occorrono strategie architettoniche volte all’economia dello spazio e alla reversibilità delle destinazioni, così da rendere facilmente adeguabili le strutture alle utenze.

Ideologicamente è aperto sul quartiere, catalizzando incontro interpersonale, attenzione
sociale, confronto religioso, attività ricreative, pratica liturgica.

Tale struttura attiva i processi esperienziali, favorisce l’ascesi spirituale, stimola il
dialogo multietnico. Diventa uno spazio di annuncio e di organizzazione del vissuto
cristiano.

Destinatari principali e abituali sono i giovani, ma tendenzialmente l’oratorio è l’habitat aggregante l’intera comunità ecclesiale di un determinato territorio.

Analisi della situazione locale

Per la progettazione dell’oratorio occorre analizzare il palinsesto sociale, il contesto
urbanistico, la situazione ecclesiale, le attese collettive, le preesistenze architettoniche,
incentrando l’attenzione sulla situazione giovanile.

Nei giovani sono riscontrabili istanze contraddittorie su cui occorre riflettere propositivamente.

Da una parte, si nota una prassi aliena dalle prospettive dell’umanesimo integrale:
l’indifferentismo, come disinteresse dall’impegno politico e religioso; l’individualismo,
come disaffezione dai luoghi di socializzazione; l’edonismo, come assolutizzazione del divertimento.

Dall’altra parte, si notano istanze positive di riqualificazione sociale: la solidarietà,
come impegno verso i bisognosi; la spiritualità, come interesse alla pratica religiosa;
la comunione, come esigenza di condivisione fraterna; il dialogo, come frontiera
del confronto interreligioso.

Strategia di intervento progettuale

Lo studio della ricezione giovanile è fondamentale, affinché strutture ed eventi non
risultino un atto di imposizione esterna, ma siano compresi e desiderati dai destinatari,
così da muovere il personale appetito ad avviare un processo di maturazione umana e testimonianza cristiana.

Dal momento che l’educazione è "cosa del cuore", occorre un habitat costituito da persone e strutture idonee a stimolare nei giovani il senso di appartenenza.

In questo contesto l’architettura oratoriana, da una parte deve essere confacente al target di persone coinvolte, dall’altra parte, deve favorirne l’emancipazione culturale, sociale, religiosa.

Anche se l’oratorio va pensato primariamente per i giovani, occorre sottolineare che attraverso i giovani si raggiungono gli adulti secondo una logica di compartecipazione.

Criteriologia del sistema progettuale

L’architettura oratoriana deve essere conforme alle molteplici esigenze e deve annunciare la concezione ecclesiale.

Le strutture vanno progettate in relazione all’intorno urbanistico, onde evidenziare la "nobile semplicità", rifuggendo dalla "mera sontuosità".

Gli edifici non devono risultare troppo diversi dall’habitat, in quanto innescherebbero, anziché il senso dell’accoglienza e della familiarità, quello della rivendicazione e del distacco.

Date le difficoltà dell’iter educativo, nella progettazione di un oratorio è opportuno
evitare strutture complicate, arredamenti costosi, impianti delicati.

L’impostazione generale dell’opera deve permettere l’assistenza e la sicurezza per evitare danni a persone e cose. È poi opportuno agevolare la personalizzazione degli spazi in riferimento agli occupanti, onde favorirne la creatività dinamica.

Nella progettazione tutto deve convergere idealmente verso la chiesa e, nel contempo, tutto deve avere un aspetto ludico, così che l’impegno formativo possa risultare appetibile.

Impostazione dello spazio, colori degli ambienti, struttura degli arredi, devono dare unità e giovanilità ad un’opera che oltre ad essere "per i giovani" deve poter diventare "dei giovani", in modo da responsabilizzarli alla dimensione religiosa, culturale, sociale.

Tipologia delle strutture operative

Tipologicamente l’"architettura oratoriana" deve prevedere luoghi di culto e catechesi, di servizi sociali e formativi, di sport e spettacolo.

Il luogo del culto è essenziale affinché le molteplici iniziative sociali, culturali, ricreative possano partecipare al cammino di fede. Se da una parte, è bene rimandare alla parrocchia per le celebrazioni liturgiche comunitarie, dall’altra, è preferibile una cappella per gli incontri religiosi di gruppo.

Nella misura del possibile, tale spazio cultuale deve permettere l’attiva partecipazione, rispondendo alla sensibilità e alla creatività dei giovani.

Particolare importanza assumono i luoghi della formazione culturale, quali la biblioteca,
il cine-teatro, le sale multimediali, le eventuali emittenti locali, i piccoli centri
stampa, ecc. È opportuno prevedere sale per incontri che siano dimensionabili secondo le diverse esigenze ed iniziative.

Spazio considerevole assumono i luoghi ricreativi, quali sale da gioco, cortili, bar.
Le attrezzature sportive rappresentano il polo di attrazione per i giovani che devono poter svolgere vari sport, eminentemente non agonistici e, talvolta, anche agonistici.

Data l’attuale proliferazione di sports occorre verificare quelli più confacenti al territorio e di maggiore coinvolgimento collettivo, evitando concorrenze con altre istituzioni.
Vanno evitati impianti sportivi di difficile gestione e, per quanto possibile, vanno cercate soluzioni multifunzionali.

Caratteri della progettazione funzionale

Il progetto di rimodulazione di un "oratorio" può essere ordinato ad un riuso di fabbricati aventi altre destinazioni, ad una ristrutturazione di spazi con tale destinazione, alla costruzione di nuovi complessi.

Abitualmente si tratta di razionalizzare edifici già esistenti, per cui vanno ponderate le dinamiche conservative con quelle adeguative.
Dal momento che tale istituzione insiste sul territorio, non è da escludere la presenza di "corpi satellitari" in connessione con la struttura principale e con la parrocchia, in modo da differenziare le utenze e razionalizzare le possibilità.

Nella progettazione specifica occorre particolare attenzione agli effettivi bisogni, pensando all’utenza giovanile, tanto nella ricerca di arredi resistenti quanto di un designer adatto.
Non va poi trascurato il rapporto con la natura, riservando alcune parti del comprensorio
al verde.

Conclusione

In una cultura architettonica sovente massificante o puramente estetizzante, l’urgenza
di ripensare un’adeguata architettura oratoriana diventa la sfida per imparare a riprogettare nel quartiere il "foro dei giovani".

Se l’architettura oratoriana deve esprimere la libertà espressa dai nuovi "santuari" dei giovani, quali il muretto, i giardini, la discoteca, il bar, la pizzeria, ecc., si deve anche indicare con essa l’urgenza della maturazione interpersonale e la possibilità del cammino spirituale.

L’oratorio può riqualificare l’habitat collettivo, per cui non deve risultare una nota stonata con l’intorno, identificando il sistema urbanistico e attivando servizi utili.

L’"architettura oratoriana", deve avere estrema duttilità per assecondare le persone, per tollerare le differenze, per promuovere i frequentatori, al fine di esprimere la "nuova religione in spirito e verità" nell’ambito di una democrazia autenticamente urbanistica.

Rev. Prof. CARLO CHENIS,
Vescovo di Civitavecchia - Tarquinia
Segretario della Pontificia Commissione dei Beni Culturali della Chiesa
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Premio Nazionale di Idee di Architettura dal titolo "Architettura Cultura & Sport", in forma totalmente telematica.

Gli elaborati richiesti dovranno pervenire dal 24 maggio al 5 giugno 2007 mediante l'apposita procedura di iscrizione e di trasmissione telematica degli elaborati

Tutte le notizie si trovano sul sito: www.culturasport.architetturaitalia.it
e-mail: culturasport@architetturaitalia.it
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