Da un articolo di Claudio Cosma è emerso che gli architetti Sharon e Lawrence Tarantino, proprietari della Bachman Wilson House di Franck Lloyd Wright, si siano decisi a malincuore di metterla in vendita.

Architettura moderna Ci sara una casa usoniana a FirenzeLa Bachman Wilson House fu progettata da Wright nel 1954 per Abramo Wilson e sua moglie, Gloria Bachman (il cui fratello aveva studiato con Wright a Taliesin) e si trova a Millstone, in New Jersey.
L'architetto fiorentino, Paolo Bulletti ha l'esclusiva mondiale per la vendita e sembra che ci sia già un probabile acquirente a sua volta fiorentino.

Trattandosi di una tipologia costruttiva particolare, prevaentemente prefabbricata, potrebbe certamente auspicarsi un trasporto totale, anche verso il territorio italiano, di un pezzo di storia dell'architettura del XX secolo.

La casa usoniana


Il termine Usonian viene attribuito al "grande" dell’architettura, l’americano Frank Lloyd Wright, per indicare la sua visione abitativa che doveva contraddistinguere la casa dello statunitense medio (usonian da USA), vero e proprio stile di vita americana a contatto della natura.

Wright aveva già iniziato con le Prairie Houses (Case della prateria, 1889 - 1909) ad elaborare la sua visione dell'architettura e del modo di abitare: ogni americano doveva avere una sua casa e questa casa doveva essere parte della natura.
La nuova tipologia, organizzata generalmente su due assi, aveva come perno centrale il camino e terminava verso l'esterno con dei portici ottenuti con l'aggetto del tetto.

Successivamente, negli anni 1934 - 1959, si sviluppa una naturale evoluzione delle "case della prateria". Sono le "Usonian Houses", abitazioni che per soluzioni innovatrici negli ambienti interni ed uso di materiali più economici, rispondevano all’esigenza di contenere i costi per renderne possibile l’accesso alla classe media americana. La casa usoniana, infatti, ebbe notevole risalto specie dopo la famosa crisi del 1929.

Per Franck Lloyd Wright l'edilizia domestica era un tema che non andava trascurato, e quindi le Usonian Houses si basavano su un principio semplice: anche la organizzazione di ambienti di modeste dimensioni è in grado di sortire effetti molto rilevanti, utilizzando materiali che abbiano intrenseche qualità e caratteristiche pregnanti.
 
Le nuove case di Wright non sono più impostate su uno schema a croce con il camino centrale, hanno solo un singolo piano esclusivamente residenziale con un impianto a L, dove i lati interni si aprono verso un giardino, mentre i lati esterni si rivolgono verso le strade ma sono quasi completamente chiusi.

Altri elementi caratteristici erano una fondazione a piastra di cemento, le pareti formate da tre strati di legno, una semplice soletta come tetto con sistema di ventilazione, l'impiego di materiali locali per contenerne i costi, ma principalmente una perfetta fusione tra interno ed esterno.

Le numerose case usoniane del grande architetto rappresentano, quindi, la più elegante interpretazione del sogno americano di superare il suburbio; purtroppo, però, il sogno veramente realizzabile per tutti non è stato raggiunto da wright nè da altri dopo di lui.

Arch. Lorenzo Margiotta
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