Architettura e modernitaCon il tema \"Architettura in Sicilia: il valore della modernità\", l\'IN/Arch Sicilia e Antithesi si sono unite nell\'organizzazione del convegno che si terrà nella città di Sciacca il 10 e 11 maggio 2002.

Cercare delle verità, sia riguardo la situazione dell\'Architettura siciliana nell\'ambito della contemporaneità, sia riguardo le innumerevoli occasioni perdute, che si sono trasformate in architetture abbandonate, non completate o, addirittura, mai iniziate.

La Sicilia è terra di cui si sente parlare solo o quasi per fatti non proprio felici. E\' una regione che fa storia a sé, con le sue innumerevoli bellezze e gli altrettanto innumerevoli scempi.

Ma se le prime sono dono della natura, le seconde sono sgradito regalo degli uomini. La rivista Antithesi si è già occupata di tre casi \"siciliani\" particolari: con l\'articolo \"Il silenzio degli innocenti\" si parlava dell\'abusivismo nella Valle dei Templi di Agrigento; con l\'articolo \"Sedotta e abbandonata\" si tracciava la storia del teatro Popolare di Sciacca, opera iniziata ventidue anni fa e oggi abbandonata; con l\'articolo \"Gibellina: vergogniamoci tutti\" si è toccato un argomento che racchiude una serie di problematiche che vanno oltre i significati strettamente architettonici.

Da questi tre passi, fatti nell\'arco di un anno, è nata la voglia di confrontarsi con chi in Sicilia opera e con chi amministra, perché gli articoli hanno sì importanza, ma restano lì, senza confronto. Venire a discuterne in Sicilia è parso necessario per Antithesi, al fine di ampliare il lavoro di critica, obiettivo principale della rivista.
Confrontarsi apertamente significa mettere in campo i problemi per cercare di capirne le soluzioni .
Tra le Sezioni regionali dell\'Istituto, l\'IN/ARCH Sicilia è tra le più attive nell\'azione di divulgazione dei temi architettonici, strettamente legati al sociale, tendenti a riavviare dibattiti culturali da tempo sopiti. La sua presenza ed il suo coinvolgimento saranno garanzia per il raggiungimento degli obiettivi che si pone il convegno. Esso si articolerà in tre sessioni di lavoro, con approfondimenti in tavole rotonde specifiche.

La prima, il venerdì 10 maggio, sarà caratterizzata dall\'incontro di numerosi professionisti che, coordinati dall\'arch. Franco Porto, avvieranno le conversazioni dibattendo sulle problematiche generali isolane. La seconda, la mattina di sabato 11 maggio dal titolo \"L\'Architettura a rapporto\", vorrà indagare sullo stato dell\'Architettura siciliana, spesso trascurata dai media, che ha indubbiamente prodotto delle pregevoli opere. L\'arch. Franco Porto, Presidente di IN/ARCH Sicilia, ed i relatori invitati faranno il punto sullo stato attuale della ricerca e delle future prospettive professionali, alla luce delle recenti riforme che regolano l\'accesso alle organizzazioni professionali di categoria.

L\'attività degli ultimi tre decenni sarà discussa da alcuni tra i maggiori esponenti della cultura architettonica siciliana e nazionale; saranno chiamati a relazionare professionisti di diverse generazioni, in modo da potere avere un quadro abbastanza chiaro della comunanza o differenza d\'intenti.

Gli obiettivi della tavola rotonda sono quelli di considerare le potenzialità che ha la Sicilia per dare il suo contributo alla ricerca italiana, che si trova in un momento di particolare importanza, di scelte che potranno ricollocarla nel panorama internazionale, e non solo a mezzo di pochi e seppure notevoli professionisti.

Nel pomeriggio si svolgerà la terza tavola rotonda che, già dal suo titolo \"L\'architettura negata\", può considerarsi il rovescio della medaglia della seconda. Infatti, accanto alla vivacità della ricerca e alla realizzazione di architetture di contenuto, la realtà siciliana contempla anche molte occasioni perdute, identificabili nelle numerose costruzioni lasciate incomplete, nelle grandi speculazioni (non solo costiere), nei piani regolatori \"regolati\" solo da interessi che esulano da quelli della collettività. Per tentare di individuare le cause della situazione, il Prof. Antonino Saggio, in qualità di moderatore della tavola rotonda, coinvolgerà nella discussione i relatori invitati. L\'abusivismo lungo le coste siciliane, il restauro del moderno, gli interventi non sempre di alta qualità sull\'esistente storico, la lunga vicenda della costruzione di opere di architettura di notevole interesse anche sociale, ad esempio il Teatro Popolare di Sciacca, gli interventi dopo il terremoto del 1968 a Gibellina, saranno alcuni degli argomenti su cui s\'incentrerà la discussione.

Argomento non trascurabile sarà quello del ruolo della critica, ovvero quanto essa debba farsi carico di problemi non solo prettamente architettonici, ma anche sociali, denunciando gli sperperi, le speculazioni, gli interessi privati, che utilizzano l\'Architettura quale mezzo per il raggiungimento spesso di non nobili fini.
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