Intendendo per "barriera architettonica" qualsiasi ostacolo che limita o nega l’uso a tutti i cittadini di spazi, edifici, strutture e, in particolare, ne impedisce la mobilità a soggetti con difficoltà motoria, sensoriale o psichica, in Puglia si aggiornano e si integrano le disposizioni legislative della Legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati).

Architettura bioclimatica e Abbattimento barriere architettonicheLa Regione Puglia, infatti, ha approvato la Legge n.39/2012 "Abbattimento delle barriere architettoniche mediante realizzazione di ambienti per persone con disabilità grave negli edifici di edilizia residenziale in proprietà", in vigore dall'11 dicembre 2012.

Le disposizioni, contenute nel testo di legge, tendono a migliorare la funzionalità e il comfort ambientale degli edifici nei quali è presente un portatore di handicap grave e si applicano agli edifici di uso abitativo esistenti, di residenza della persona affetta da handicap e di proprietà esclusiva di quest’ultima o del familiare di cui è fiscalmente a carico.

La legge regionale, che abroga precedenti norme di settore, è pubblicata, con dichiarazione di urgenza, nel Bollettino Ufficiale della Regione n.179 dell'11 dicembre 2012.

Con le presenti norme, i soggetti affetti da "handicap grave" (di cui all’art. 3, comma 3, della legge 104/1992) possono beneficiare della presente legge per la realizzazione di interventi di modifica e adeguamento dell’ambiente di residenza, al fine di garantire l’assenza di limiti all’esercizio della loro attività, in funzione delle esigenze individuali e delle loro variazioni.

Ambiti di intervento

Tra le novità più importanti vanno segnalati i possibili aumenti di cubatura e il recupero di superfici scoperte a fini riabilitativi:

1) Per gli edifici esistenti e dotati di agibilità sono consentiti, anche in deroga agli indici di zona previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, interventi di ampliamento della volumetria nella misura massima di 120 metri cubi e una superficie massima di 40 metri quadrati, al fine di creare servizi indispensabili alle esigenze di vita del portatore di handicap.

2) Sono ammessi i recuperi ai fini riabilitativi delle superfici scoperte, quali terrazze a livello o di copertura, di pertinenza delle unità abitative in cui risiedono persone con handicap grave, anche in deroga alle destinazioni d’uso, agli indici o parametri urbanistici ed edilizi previsti dagli strumenti urbanistici generali e attuativi vigenti.

Tutti gli interventi devono essere autorizzati mediante presentazione di Denuncia di inizio attività ai sensi dell’articolo 22 del testo unico delle disposizioni legislative Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Architettura bioclimatica

Va evidenziato che i suddetti interventi di adeguamento degli edifici dovranno perseguire anche l'obiettivo di favorire il contenimento dei consumi energetici e ridurre le emissioni inquinanti nell’ambiente.

Infatti gli ampliamenti e le "verande-solarium" previste per i fini riabilitativi dovranno perseguire anche lo scopo di migliorare il microclima del complesso edilizio attraverso lo sfruttamento dell’energia solare, l’isolamento acustico, il risparmio energetico.

Gli interventi, in termini di superficie, devono avere un’incidenza non superiore al 50 per cento della superficie dell’unità immobiliare.

Arch. Lorenzo Margiotta
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