Architetti soddisfatti per la modifica della manovra“Siamo grati a tutti coloro - come il Ministro Alfano, i deputati e senatori del Pdl e dell'Udc - che hanno ritenuto che una riforma così importante non potesse essere "liquidata" attraverso un emendamento di poche righe a un provvedimento di natura puramente economica. Siamo, altresì soddisfatti, che la modifica del testo dell’emendamento distingua tra le professioni costituzionalmente regolamentate e le altre attività intellettuali o di impresa.”
Così ha dichiarato il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Resta, comunque improrogabile e quanto meno urgente per gli architetti italiani – continua il CNA - riformare il proprio vetusto ordinamento. Per questo motivo dopo la pausa estiva proporremo - a tutte le forze politiche, economiche e sociali del Paese, perché la qualità del mestiere di architetto incide sulla vita quotidiana dei cittadini, sull'habitat e sull'ambiente - un progetto di riforma innovativo, capace di contemperare i principi dell'etica,
del merito e della qualità con le esigenze del mercato globale”.

“Sarà poi importante (continua il comunicato stampa) disegnare, con le università, iter formativi e di tirocinio adatti alle nuove esigenze della collettività così come dialogare con il mondo produttivo per fare sistema. In questa ottica invitiamo ancora una volta Confindustria a sedersi ad un tavolo di confronto per collaborare insieme allo sviluppo del Paese: mettendo ciascuno a frutto – come avviene, ad esempio, in Germania - le rispettive diversità. Se noi architetti, infatti, ci omologassimo ad una natura aziendale uccideremmo la nostra capacità di innovazione e di progetto”.

“Gli architetti italiani – conclude - hanno a cuore il futuro del Paese, e mettono al suo servizio un ordinamento professionale che vogliamo moderno, fondato su etica, merito individuale e qualità del servizio ai cittadini: tutto ciò ci permetterà di contribuire ad uno sviluppo ordinato e sostenibile”
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