Recensire l'ultima opera di Maurizio Ternavasio (Pietro Fenoglio, Vita di un architetto - ed. Araba Fenice) sembrava facile, conoscendo gli scritti dell'autore, anche perchè tutto il mondo ha apprezzato e ama lo stile Liberty.

Ma il cimento è risultato più gravoso del previsto: non perchè l'illustre torinese non abbia colto nel segno, bensì per i numerosi spunti di riflessione che il testo ha suscitato.
Scorrendo le pagine del saggio di Ternavasio, infatti, si percepisce che l'autore è proprio innamorato della sua città e voglia svelarci la sua fortuna di abitarci.

Ma noi - pur conoscendo la città - riusciamo a risentire (o almeno immaginare) l'atmosfera particolare che le numerosissime costruzioni in stile dell'architetto-ingegnere Pietro Fenoglio creava in quegli anni?

Considerato come uno dei più importanti interpreti del Liberty in Italia, Fenoglio si orientò verso il nuovo stile architettonico propio negli anni che seguirono l'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902.

Tra le centinaia di progetti realizzati (ville, palazzi e stabilimenti industriali) la costruzione più famosa, e considerata vera espressione della gloriosa stagione del Liberty torinese, è Casa Fenoglio-Lafleur del 1902.
Considerata uno dei più notevoli esempi di Liberty italiano è facilmente riconoscibile per il caratteristico modulo angolare della costruzione impreziosito da una vetratura policroma che esibisce un sinuoso intreccio in ferro battuto.

La progettazione dell'opera è senzaltro influenzata dal clima dell’Art Nouveau internazionale, con particolare riferimenti alla scuola parigina e belga, ma l'ingegner Fenoglio, volendone disegnare personalmente ogni minimo dettaglio (dal disegno dei telai degli infissi, ai ricercati rilievi in litocemento, dallo splendido portone interno che dà accesso all’androne principale agli stipiti lignei delle porte, fino il singolare disegno dei caloriferi in ghisa), è riuscito ad ottenere un equilibrato esempio di uso combinato di materiali e stilemi dell'epoca.

La monografia di Ternavasio riesce ad inserire Fenoglio nel contesto ambientale e storico in cui operò, dandoci conto della grande borghesia torinese che favorì i numerosi edifici liberty in una Torino dinamica e proiettata al futuro.
E ciò che ha particolarmente colpito (il libro sembra addirittura quasi una guida che può accompagnare a scoprire i tesori liberty di Fenoglio ancora esistenti e in ricordo di quelli scomparsi) è la capacità di far rivivere un'atmosfera cittadina prima della seconda guerra mondiale.

Arch. Lorenzo Margiotta

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