Nella tradizione cattolica il Giubileo è un grande evento religioso. È l'anno della conversione e del perdono, di conseguenza della solidarietà, della speranza, della giustizia, dell'impegno nella pace con i fratelli.
Papa Francesco, come sa ormai tutto il mondo, ha dato inizio (l'8 dicembre 2015) al Giubileo straordinario della Misericordia, che si concluderà il 20 novembre 2016, e anche questo evento speciale avrà nella memoria storica l'inaugurazione di una nuova chiesa, così come fu per il Giubileo del 2000.

La Chiesa di Richard Meier a Roma

Sarà il nuovo edificio religioso ( chiesa-simbolo del Giubileo della Misericordia, intitolata alla Beata Madre Teresa di Calcutta che Papa Francesco santificherà il 4 settembre prossimo tra gli eventi centrali dell'Anno Santo straordinario 2015-2016) già in fase avanzata di realizzazione e progettato dall'architetto Marco Petreschi, professore ordinario di composizione alla storica Facoltà di architettura di Roma.

E' naturale, quindi, esprimere la conosciuta frase, "sorge spontanea la domanda": solo gli architetti super-star possono progettare e realizzare le nuove chiese volute dal Vicariato di Roma in occasione dei Giubilei?

Dobbiamo subito rispondere, preliminarmente, che se si vincono i concorsi di progettazione architettonica in forma corretta, non ci sarebbe nulla da eccepire, specialmente quando poi i progettisti vincitori dimostrano di aver ideato opere architettoniche di avanguardia; ma ancor di più, in quest'ultima circostanza, dobbiamo dire che l'Anno giubilare della Misericordia sarà ricordato anche per un'altra nuova chiesa, e questa volta non certamente di un archistar: si tratta della nuovissima chiesa in Pakistan, realizzata con la viva speranza della pace tra gli uomini.

Chiesa Dio Padre Misericordioso (Dives in Misericordia)

Nell’ambito del programma "50 Chiese per Roma 2000" in vista del Giubileo, nel maggio del 1996 fu reso noto il vincitore del concorso internazionale lanciato dal Vicariato di Roma per la costruzione di una nuova chiesa nel quartiere Tor Tre Teste: il progetto scelto fu quello di Richard Meier (tra forti avversari del calibro di Eisenmann, Tadao Ando, Calatrava, Gerhy), architetto statunitense autore di celebri edifici come il Getty Center di Los Angeles o il Museo delle Arti Decorative di Francoforte.
Meier è autore a Roma anche del progetto del complesso espositivo che ospita l’Ara Pacis.

L’opera (che fu decisa per lasciare un segno tangibile dell'Anno Santo 2000) è caratterizzata da una struttura del tutto innovativa dal punto di vista ingegneristico ed architettonico: tre grandi vele bianche autoportanti di calcestruzzo.
Le enormi tre vele di cemento a faccia-vista, infatti, sono autoreggenti (grazie ad una rete di cavi d’acciaio che collega al loro interno i 256 pannelli che le compongono, ciascuno del peso di 12 tonnellate) a diretto contatto con le vetrate degli infissi.

Anche la luce è attentamente studiata dall'architetto, infatti nonostante l'intera struttura sia coperta in modo consistente da vetrate, la luce solare non entra mai direttamente in chiesa, ad eccezione dei pomeriggi estivi, quando, da una piccola finestra la luce diretta illumina il crocifisso posto all'interno.

Va ricordato che la geniale soluzione è stata realizzata anche grazie alla Italcementi, ditta italiana di Bergamo che ha inventato e brevettato una miscela bianca molto resistente, autopulente e mangia-smog, mediante un effetto di fotocatalisi.
Meier ha ideato la nuova sede di questa azienda (nel famoso Chilometro Rosso progettato da J. Nouvel a Bergamo) dove è inserito il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi.

Chiesa Madre Teresa (dal sito dello studio Petreschi)

Chiesa Madre Teresa di Calcutta

Il nuovo complesso parrocchiale, progettato dall’architetto Marco Petreschi, si trova al quartiere Nuova Ponte di Nona, periferia est di Roma confinante con Tor Sapienza e Ponte di Nona, dove i nuovi edifici residenziali sono stati realizzati senza programmazione e privi di una vera e propria riconoscibilità.

Da ciò si spiega l'intento progettuale dell'architetto Petreschi (tratto da una nota dello studio dell'architetto): "Ponte di Nona è uno tra i primi quartieri ad essere stati progettati da zero. Gli edifici, privi di una vera e propria riconoscibilità, sono stati costruiti da un gruppo di società edilizie consorziate che hanno acquistato gli appezzamenti di terreno, adibiti ad uso agricolo. Il nuovo complesso parrocchiale svolgerà un’azione culturale e religiosa che vuole porsi come elemento caratterizzante tale da dotare il quartiere di un luogo di aggregazione, essenziale e necessario al recupero di un’identità locale dell’utenza."

La Chiesa di Madre Teresa "rispecchia lo spirito mistico, religioso e solidale della beata prossima santa, fondatrice delle Missionarie della Carità", spiega l'architetto Petreschi.
"Lo spazio sacro l'ho disegnato all'interno del prisma triangolare che nella forma – specifica il progettista – richiama l'ascesi mistica della beata che, partendo dall'aiuto ai poveri tra i più poveri e chinandosi verso i più sofferenti, ha sempre elevato il suo sguardo verso l'Alto, spinta dalla sua Fede nel Cristo della Croce".

E' un progetto che prevede un ampio atrio con 500 posti a sedere, uffici parrocchiali, un oratorio e un campo sportivo e che si stende su una base triangolare ancorata a un campanile con tre lamelle in pietra, che stanno a simboleggiare la trinità cristiana.
Anche la scelta cromatica della parrocchia, che vede il colore bianco dominare perché realizzato attraverso l'uso del bianco travertino romano, sarà elemento caratterizzante di una chiesa che va a colmare uno dei vuoti di quel territorio in una delle più degradate periferie romane.

Chiesa S.Pietro Apostolo, in Pakistan

Una nuova Chiesa dedicata a San Pietro Apostolo, segno di unità, di amore e di misericordia, è il dono che l’Anno della Misericordia porta con sé per i fedeli pakistani di un piccolo villaggio nei pressi della città di Okara, nella diocesi di Faisalabad (Pakistan).

La nuova Chiesa (come riferito dall’Agenzia Fides) eretta sul luogo dove prima sorgeva una cappellina divenuta insufficiente come spazio di culto, è stata inaugurata e benedetta con solenne funzione eucaristica da Mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad, alla presenza del parroco locale, padre John Murad, e di altri sacerdoti e religiosi.

La comunità locale, guidata da padre Murad, si è data molto da fare nei mesi corsi per reperire materiali, mano d’opera, piccoli finanziamenti o donazioni, per ricostruire la Chiesa che ora serve le oltre 100 famiglie cattoliche presenti nel villaggio.

"La nuova Chiesa è segno di unità tra i fedeli e vuole rappresentare un segno di amore verso tutta la popolazione". "La nuova chiesa è segno visibile della presenza di Cristo in mezzo a noi", ha proseguito il Vescovo ringraziando quanti si sono dati da fare per l’edificazione; "nell’anno del Giubileo della Misericordia, Cristo ci vuole misericordiosi come il Padre", ha ricordato, invitando a deporre ogni spirito di odio e vendetta e a "riempire tutto il territorio e tutto il Pakistan con la misericordia di Dio".

Arch. Lorenzo Margiotta

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