Che l'architetto Massimiliano Fuksas potesse essere un professionista troppo costoso per le sue parcelle esose lo avevano già pensato in molti, ma la qualità si paga, quindi nulla da eccepire sino a prova contraria.

Ma ora anche la Guardia di Finanza indaga per la Corte dei Conti in merito alla strana vicenda del nuovo palazzo regionale Piemontese.

Qualcuno, però, potrebbe dire che forse ci potrebbe essere antipatia verso un professionista conosciuto in tutto il mondo. Allora, per non far torto a nessuno, riportiamo quanto scritto su alcune testate giornalistiche:

- "Continuano le indagini sul grattacielo della Regione Piemonte progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas. La Corte dei Conti ha spedito la Guardia di Finanza negli uffici dell’assessorato al bilancio e della giunta per sequestrare nuova documentazione. E’ emerso, che le parcelle di Fuksas per 22 milioni di euro per contratto sarebbero costate 4 milioni di più di quanto prevedono le tabelle professionali. La magistratura contabile sta anche verificando il pagamento della supervisione artistica per modo di dire su la realizzazione delle fondamenta, degli impianti sanitari, elettrici e di riscaldamento che sono costati altre centinaia di migliaia di euro in più ai contribuenti."
Fonte: www.quotidianopiemontese.it

- "Oltre alle indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Torino in merito ai subappalti pilotati e alla bonifica dell’area dell’ex Fiat Avio dall’amianto, dove si sta costruendo il grattacielo della Regione progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas, la Corte dei Conti sta parallelamente indagando sia sulla progettazione del grattacelo stesso che sulle condizioni imposte dal progettista per la realizzazione. Da una consulenza richiesta dai magistrati contabili all’Ordine degli architetti di Milano sarebbe infatti emerso che l’architetto Fuksas avrebbe percepito circa 4 milioni di euro in più rispetto alla parcella professionale, come da valori tabellari, per un totale di 22 milioni di euro per la sola progettazione dell’opera."
Fonte: http://www.torinofree.it

- "Nel mirino della magistratura contabile c'è anche il pagamento della supervisione artistica su elementi che di artistico non hanno nulla. Quale esigenza artistica richiede la realizzazione delle fondamenta? O degli impianti idricosanitari, elettrici e di riscaldamento? Dall’esame delle carte risulta che avere bagni e termosifoni a regola d’arte costerà alla Regione 127 mila euro in più che se fossero installati impianti standard. Anche per questo l’assessore al Bilancio, Gilberto Pichetto, che da settimane sta cercando di trattare le nuove condizioni con l’archistar milanese, ha deciso alla luce delle nuove attenzioni della Corte dei Conti di congelare ogni aumento. La disputa è rinviata alla chiusura delle indagini quando i magistrati avranno chiarito cosa sia dovuto e cosa no."
Fonte: http://torino.repubblica.it

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