E' il giapponese Arata Isozaki il vincitore quest'anno del Premio Pritzker, il riconoscimento più importante del settore, considerato il Nobel per l’Architettura.

Secondo la giuria l’architetto è stato un "pioniere per aver capito che il bisogno per l'architettura è sia globale che locale, due forze che fanno parte della stessa sfida" ed è “una delle figure più influenti nell'architettura del mondo contemporaneo in una costante ricerca, senza paura di cambiare e provare nuove idee”.

Nato nel 1931 a Oita, sull'isola di Kyushu, dopo essersi laureato all'università di Tokyo, iniziò a lavorare con Kenzo Tange (lui stesso Premio Pritzker nel 1987).

Dopo più di sei decenni di attività e con oltre 100 progetti portati a termine, il celebre architetto Arata Isozaki ha vinto l’atteso premio, che sarà consegnato a Parigi nel mese di maggio.

Laureato all'Università di Tokyo nel 1954, è stato allievo di Kenzō Tange ed ha fatto parte del suo studio. Nel 1963 ha fondato l'"Arata Isozaki Atelier", che oggi è divenuto "Arata Isozaki & Associates". Isozaki ha vinto nel 1986 la medaglia d'oro del RIBA.
In Italia un suo progetto ha vinto la gara internazionale per la nuova uscita monumentale degli Uffizi a Firenze, che è stato completato fino al progetto esecutivo ed è in attesa di essere realizzato in coda ai lavori per il rinnovamento del museo. Ha realizzato il Palasport Olimpico di Torino, che durante le olimpiadi del 2006 ha ospitato le gare di hockey su ghiaccio. L'architetto ha inoltre progettato uno dei tre nuovi edifici prossimi alla costruzione nel centro di Milano: il Dritto, e affiancato da lo Storto e il Curvo. Dal 2005 ha aperto insieme ad Andrea Maffei, suo socio italiano, lo studio Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati srl a Milano per sviluppare nuovi progetti in Italia.

È membro del Building Council del Giappone, socio onorario dell'Accademia Tiberina a Roma e dell'Istituto Americano degli Architetti, membro onorario del Bund Deutscher Architekten, Cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese.

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