Con 170 voti favorevoli, 30 no e 40 astenuti, si può parlare di una approvazione (in terza lettura) in via esecutiva del ddl delega di riforma del codice degli appalti.
Il disegno di legge, composto di un solo articolo, reca una delega al Governo, che dovrà essere attuata entro il 18 febbraio 2016, per il recepimento di tre direttive che riordinano la normativa europea.

Contentissimo il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio (che si è impegnato a varare tutte le norme delega sugli appalti entro la scadenza del 18 aprile): "Grazie a tutti. Ora tempi rapidi per la sua attuazione in norme semplici".

"D'ora in poi avremo procedure più flessibili e semplici; l'accesso alle gare da parte delle imprese, in particolare quelle piccole e medie, sarà facilitato; cambieranno in modo sostanziale, nel segno di una maggiore qualificazione di imprese e stazioni appaltanti, gli affidamenti per la progettazione e l'esecuzione delle opere", questo il commento di Raffaella Mariani, relatrice del provvedimento in aula.

La novità importante è data anche dal rafforzamento del ruolo di indirizzo dell'Anac in funzione anti-corruzione:
- i Commissari di Gara saranno scelti fra gli esperti iscritti in un apposito albo nazionale che viene istituito presso l’Anac, con lo scopo di individuare responsabili proprio nelle zone d’ombra tra pubblico e privato;
- L'Agenzia Nazionale Anti Corruzione di Cantone elaborerà contratti-tipo e bandi-tipo anche dotati di efficacia vincolante.

"Oggi si inaugura una nuova stagione di trasparenza, di efficienza, di partecipazione e di tempi e regole certi in un settore vittima, più di altri, di mafie e corruttele; una nuova stagione per riaffermare la qualità dell’architettura che rappresenta l’unica arma contro la cattiva sorte delle opere pubbliche e per avere, finalmente, buone architetture pubbliche, realizzate bene e al giusto costo e che rispondono concretamente ai bisogni dei cittadini", questo il commento a caldo del Consiglio Nazionale degli Architetti.

“Siamo molto soddisfatti - continua il Consiglio Nazionale - che nel testo siano state recepite tutta una serie di proposte e suggerimenti degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di semplificazione, legalità e certezza nella esecuzione fino ad oggi perduti, spesso a causa di norme sbagliate. Vanno sottolineati con favore alcuni dei più rilevanti punti della nuova legge: il superamento della vecchia Legge Obiettivo; il principio che le gare vengono aggiudicate sulla base di criteri di qualità del progetto con il superamento del principio del massimo ribasso; l’introduzione del débat public volto a rendere tutti i cittadini partecipi di un’opera pubblica; e, ancora, il trasferimento dell’incentivo del 2 per cento per i dipendenti della pubblica amministrazione dalla progettazione delle opere alla fase di programmazione e predisposizione delle gare ed a quella di controllo, con la previsione di sanzioni in caso di mancati controlli e inadempimenti”.

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