La Camera dei Deputati giovedì scorso ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, del disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge c.d. fiscale (d.l. 16 ottobre 2017, n. 148), approvando in via definitiva il provvedimento.

All'interno di tale testo, all'art. 19-quaterdecies, viene pertanto approvata anche l'introduzione dell'equo compenso per tutte le professioni, ordinistiche e non.
Viene introdotto l’articolo 13-bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247, in materia di equo compenso per le prestazioni professionali degli avvocati; dopodichè viene innestata, su tale normativa, l'applicazione dei criteri individuati per gli avvocati anche alle prestazioni di tutti i professionisti iscritti ad Ordini e Collegi, utilizzando come criterio per l'equità del compenso il DM 140/2012.

Viene inoltre previsto che la pubblica amministrazione, in attuazione dei princìpi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione degli incarichi loro conferiti.

Il testo, pur se definitivamente approvato, non è ancora divenuto Legge dello Stato; fin da ora tuttavia, occorrerà esaminare le interpretazioni che verranno date a tali disposizioni, per stabilire in quali termini e limiti le specifiche disposizioni sull’equo compenso, contenute nel nuovo art. 13-bis della legge professionale forense, possano essere ricondotte per gli architetti e per il principio a cui dovrà attenersi la P.A.

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