Venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il Piano Strategico del Turismo (PST) dopo un lunghissimo iter di approvazione. Ora il Piano Strategico dovrebbe essere operativo, quale strumento d’azione per la indispensabile promozione del turismo e del territorio italiano.

Il documento ha un orizzonte temporale di sei anni (2017-2022) e agisce su leve fondamentali come l’innovazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle competenze, la qualità dei servizi. Tali aspetti saranno integrati con la necessità di un utilizzo sostenibile e durevole del patrimonio ambientale e culturale.

Il Piano, elaborato con la partecipazione di istituzioni pubbliche e private, ha superato i passaggi di Camera e Senato, è stato sì approvato definitivamente, ma passa ora alla vera fase esecutiva.

Con il Piano Strategico di sviluppo del turismo, infatti, il Governo “può ridisegnare la programmazione in materia di economia del turismo rimettendola al centro delle politiche nazionali e dando operatività all’indirizzo strategico di creare una visione omogenea in tema di turismo e cultura”, ma ci vuole tempo. Il solito tempo burocratico – amministrativo.
La programmazione degli investimenti nel settore avverrà attraverso l’adozione annuale (da parte del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo) di un programma attuativo delle linee strategiche individuate nel Piano; e ogni due anni il Piano dovrà essere dal Comitato permanente per la promozione del turismo.
Sarà, inoltre, sottoposto a monitoraggio continuo attraverso l’Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT), gestito da ENIT.

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