Il Consiglio dei Ministri ha approvato la scorsa settimana il disegno di legge sulla delega fiscale, e i proprietari di case ormai sanno che l'inevitabile riforma del catasto non sarà domani.

Approvato il Disegno di legge sulla delega fiscaleDal comunicato governativo si legge che la delega fiscale dovrebbe "dare maggiore certezza al sistema tributario, migliorare i rapporti con i contribuenti e proseguire nel contrasto all’evasione fiscale"... "correggere alcuni aspetti critici del sistema fiscale italiano per renderlo più equo, trasparente ed orientato alla crescita economica".

"La delega verrà attuata a parità di gettito e quindi non si attende alcun aumento di pressione fiscale. Ovviamente, razionalizzare il prelievo in funzione dell’equità e della rimozione di distorsioni comporterà una redistribuzione del prelievo, ma questa resterà confinata all’interno dei singoli comparti."

Sono queste le buone intenzioni del "Governo tecnico" di Mario Monti, ma come sarà possibile se tutti gli economisti di fama ci dicono che è inevitabile ancora un lungo periodo di forte tassazione?

Ad esempio, continua il comunicato, "la riforma del catasto persegue in primo luogo l’obiettivo di una maggiore equità, avvicinando le singole rendite catastali ai valori effettivi di mercato; ma alla revisione delle rendite si accompagnerà, contestualmente, quella delle aliquote, in modo da mantenere invariato il carico fiscale complessivo sui fabbricati".

Come e quando sarà possibile ciò?

La revisione del catasto dei fabbricati, con l’obiettivo di attribuire a ciascuna unità immobiliare il relativo valore patrimoniale e la relativa rendita, sarà attuata dall’Agenzia del territorio anche in collaborazione con i Comuni.
E già questo porterà a tempi non certamente brevi poiché si aspettano suddivisioni più dettagliate delle superfici comunali, per stabilire i valori commerciali dei fabbricati anche in base alle vie o ai quartieri di localizzazione.

Con la riforma, infatti, si vuole ridefinire i fabbricati in base non solo a valori ma anche a criteri più aggiornati: localizzazione, qualità dell’immobile e superficie in metri quadri.
E l'operazione Comuni sarà determinante!

Le nuove norme prevedono infatti, per le unità immobiliari urbane, l'applicazione di principi e criteri direttivi diversi:
(1) riferimento ai rispettivi valori medi ordinari espressi dal mercato in un arco temporale triennale antecedente alla nuova determinazione;
(2) definizione degli ambiti territoriali del mercato immobiliare;
(3) rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali ordinarie e speciali;
(4) determinazione del valore patrimoniale medio ordinario. La rendita media ordinaria per le unità immobiliari sarà valutata attraverso l’analisi delle statistiche sui valori di mercato.

Di certo si sa che le nuove disposizioni prevedono una ridefinizione dell’immobile in base ai suoi metri quadrati, ma tra le altre novità è prevista, anche, l'applicazione di meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite delle unità immobiliari.

Ci attendiamo sorprese.

Arch. Lorenzo Margiotta
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