Con il via libera del Senato è approvato in via definitiva il ddl delega al Governo sulla riforma della pubblica amministrazione.
Ma l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione porta con sé anche il tanto criticato provvedimento inerente lo scioglimento del Corpo Forestale.

L’approvazione del Senato alla riforma della PA (messa a punto dal ministro Madia) porterà, dopo la firma del Presidente della Repubblica Mattarella e l’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, al cosiddetto processo di “assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo Forestale dello Stato in quelle delle altre forze di polizia e delle amministrazioni locali”.

Eppure il Il Corpo forestale dello Stato da sempre l'unica forza di polizia idonea e qualificata alla tutela, difesa e rispetto del territorio nazionale.
Il Corpo forestale è preposto alla sorveglianza dei Monti, dei Parchi, delle Aree Naturali Protette e delle 130 Riserve Naturali dello Stato, dove svolge progetti di ricerca e conservazione nonché attività di educazione ambientale.

Ecco perchè le associazioni ambientaliste nazionali annunciano battaglia in sede legale contro la riforma del Ministro Madia.

“La scomparsa del Corpo Forestale dello Stato attraverso la frammentazione del suo organico rappresenta sicuramente un regalo agli inquinatori, ai bracconieri, ai costruttori abusivi e a chi froda sull’agroalimentare”. Questo il commento del presidente Lipu-BirdLife Italia Fulvio Mamone Capria a poche ore dall’approvazione del disegno di legge sulla modifica della Pubblica amministrazione.

“A fronte di un’emergenza ambientale sempre più grave, e basti pensare alla sola Terra dei Fuochi, il Governo avrebbe dovuto impegnarsi per rafforzare il principale corpo di polizia ambientale presente nel nostro paese – prosegue Mamone Capria – al fine di garantire un presidio territoriale costante contro le ecomafie e verso coloro che delinquono ai danni della natura”.

Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, ha così stigmatizzato: "Crediamo che il Paese abbia solo da perdere dalla cancellazione di un corpo di polizia specializzato in reati ambientali. Temi come il traffico di rifiuti o il contrasto all’importazione in Italia di legno illegale, questione oggetto di attiva collaborazione tra Greenpeace e Corpo Forestale dello Stato, rischiano ora di perdere l’attenzione che meritano.
Ci saremmo aspettati al contrario il potenziamento, il rafforzamento e l’efficientamento del Corpo Forestale. La lotta ai crimini ambientali è tra le più importanti sfide per il nostro Paese, nonché di rilevanza internazionale visto che molti dei reati hanno una palese connotazione e dimensione transfrontaliera".
“A fronte di un’emergenza ambientale sempre più grave, e basti pensare alla sola Terra dei Fuochi, il Governo avrebbe dovuto impegnarsi per rafforzare il principale corpo di polizia ambientale presente nel nostro paese – prosegue Mamone Capria – al fine di garantire un presidio territoriale costante contro le ecomafie e verso coloro che delinquono ai danni della natura”.

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