Ha preso il via da Torino l’#ecogiustiziatour di Legambiente, un viaggio lungo l’Italia per informare i cittadini sui nuovi strumenti penali in difesa dell’ambiente e della salute messi a disposizione dalla nuova legge sugli ecoreati, approvata il 19 maggio scorso dal Parlamento - primo passo verso la sostenibilità ambientale ed economica, l’unica in grado di assicurare una speranza alle generazioni future.

Venezia, lavori del MOSE

Ne hanno parlato al Lingotto un gruppo di esperti nell’ambito del convegno sulle ‘Radici delle Ecomafie al nord’, e fra questi anche il pm Raffaele Guariniello.
Le ecomafie non conoscono crisi né confini geografici che le releghino al Sud Italia, anzi: trovano terreno fertile nell'economia del Nord del Paese, come hanno dimostrato alcune delle grandi inchieste effettuate.

Nel Nord nell’ultimo anno si sono registrati 5.608 reati ambientali accertati, con 1.432 sequestri, 6.152 denunce e 30 arresti. Il maggior numero di infrazioni risulta in Liguria (1.526), seguita da Veneto (965), Lombardia (941), Emilia Romagna (743), Friuli Venezia Giulia (507), Piemonte (469), Trentino Alto Adige (412), e Valle d’Aosta (45).

Gli appalti pubblici nel settore ambientale risultano particolarmente esposti alla corruzione e alla criminalità. Una buona parte degli illeciti avviene nel ciclo del cemento e in quello dei rifiuti.
Ma questa non è una novità, così come dichiarato da Laura Biffi dell’Osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente: "Le ecomafie in questi territori sono radicate da almeno 30 anni".

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