Nell’audizione svoltasi ieri presso la Commissione lavori pubblici del Senato sul disegno di legge di delega per l’attuazione delle nuove direttive appalti pubblici, l’OICE ha posto l’accento sulla necessità che il provvedimento dia risposte efficaci ad una serie di criticità che affliggono il settore dei servizi di ingegneria e architettura.

"Siamo in una fase di pesantissima crisi – ha affermato Patrizia Lotti, presidente OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura aderente a Confindustria - di scarsa trasparenza e concorrenza, visto che soltanto il 15% degli affidamenti avviene con gara aperta, di evidente inadeguatezza della progettazione posta a base di gara, di sottostima dei corrispettivi soggetti a ribassi non arginabili e di distorsioni della disciplina dell'appalto integrato".

La centralità del progetto

Il punto da risolvere è come rilanciare la centralità del progetto. Per Patrizia Lotti: "occorre tornare - come regola - all’affidamento dei lavori sulla base di dettagliati e accurati progetti esecutivi, come ha anche affermato il presidente ANAC, e ricondurre l'appalto integrato a procedura eccezionale e derogatoria nella quale comunque assicurare il pagamento diretto del progettista, il mantenimento della qualificazione dei progettisti, la possibilità di utilizzare come referenze i progetti predisposti per l'impresa che partecipa alla gara. Dobbiamo poi ribadire l’aggiudicazione delle gare di progettazione con l’OEPV e limitare i ribassi introducendo l’obbligo di apertura delle buste economiche soltanto dopo il superamento di un predeterminato punteggio tecnico come andiamo dicendo da cinque anni".

Patrizia Lotti ha così sottolineato: "non va dimenticato che per fare buoni progetti occorre investire sulla progettazione, mentre l’Italia è ai livelli più bassi in Europa, e dedicare un adeguato tempo alla redazione dei progetti, il tutto senza dimenticare che il rapporto fra P.A. e progettista deve essere trasparente e corretto ed è per questo che chiediamo che anche attraverso meccanismi di soft law, possano essere previsti contratti-tipo e bandi-tipo".

Nel suo intervento il Presidente OICE ha anche dichiarato che: "sul piano della lotta alla corruzione abbiamo formalizzato la proposta di istituzione di un Albo nazionale dei commissari di gara gestito dall'Autorità nazionale anti corruzione, con scelta dei commissari tramite sorteggio e rotazione di incarichi e con previsione che le commissioni siano composte in maggioranza da soggetti esterni alle stazioni appaltanti; altrettanto fondamentale è l'estensione di meccanismi di attribuzione di rating di legalità e l'introduzione di criteri reputazionali, con un sensibile rafforzamento dei poteri di regolazione e di vigilanza dell'ANAC, strumentali al rispetto delle regole da parte delle stazioni appaltanti".

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