È stato presentato a Graziano Delrio, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il Rapporto 2014 sui tempi di attuazione e di spesa delle opere pubbliche, realizzato dall’Unità di verifica degli Investimenti Pubblici (UVER), struttura alle dirette dipendenze del Capo Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico.

L'Unità di Verifica, che fa parte del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici, ha esaminato i tempi di realizzazione di oltre 35 mila progetti, per un valore economico complessivo di circa 100 miliardi di euro.

Ma il dato eclatante che emerge da questo rapporto è l’eccessiva lunghezza del cosiddetto "tempo di attraversamento", cioè il periodo di tempo necessario per passare da una fase all’altra (per esempio dalla fine della progettazione preliminare all’avvio della progettazione definitiva, e via di seguito) e che è riconducibile a un insieme di attività prevalentemente amministrative e burocratiche necessarie per proseguire un'opera pubblica.

I tempi di attuazione dei lavori pubblici sono troppo lunghi, e spesso si accompagnano ad un aumento dei costi delle opere, e quindi ad una crescita delle risorse che il pubblico deve investire per il loro completamento.

Queste in sintesi le difficoltà incontrate in Italia nel dare esecuzione a programmi di investimenti pubblici in modo efficiente ed efficace.
I dati impiegati per la realizzazione del rapporto sono relativi agli interventi delle Politiche di Coesione, cioè alle opere realizzate con i Fondi Strutturali 2007-2013, e dal rapporto emerge un collegamento diretto tra il valore economico degli interventi e i loro tempi di realizzazione.

Le durate più brevi, con 3,7 anni di media, si riscontrano nell’edilizia, mentre vanno oltre i 5 anni di media le opere inerenti viabilità e interventi per risorse idriche (5,2-5,4 anni). Ovviamente per gli altri trasporti, che comprendono gli interventi di tipo ferroviario e aeroportuale, in Italia si riscontrano i tempi più lunghi con 6,8 anni.

"Occorre disciplina – ha sottolineato Graziano Delrio commentando il rapporto – tempi morti così lunghi sono inaccettabili. Quello dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche è un tema legato alla democrazia, alla credibilità delle istituzioni, alla cultura della rendicontazione ai cittadini di ciò che si fa, al controllo sociale e civico. Da questo punto di vista l’Italia è un Paese che deve applicarsi di più, quindici o vent’anni per un’opera strategica sono troppi."

Ogni nuovo Governo si accorge della drammatica situazione e scopre l'acqua calda.

Arch. Lorenzo Margiotta

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