Il mese di Agosto volge al desio (anche se la calura non demorde), tutte le speranze erano rivolte verso un autunno di rinnovamento per risollevare le fasi economiche dell'Italia, eppure dopo grandi annunci di "Crescita" e "Sviluppo" tutto ancora TACE.

Ancora orfano il Piano CittaIl Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, in merito all’approvazione definitiva da parte del Senato del decreto Sviluppo (che conteneva un articolo dedicato al Piano Città), dichiarava  - agli inizi di agosto - che sarebbe stato immediatamente approvato il Decreto ministeriale per il Piano Città al fine di consentire l’insediamento ufficiale della Cabina di regia.
Questa azione doveva servire perché, sempre subito dopo l’estate, potessero essere esaminati e selezionati i primi interventi di riqualificazione di aree urbane degradate, attraverso quello che viene chiamato il “contratto di valorizzazione urbana”.

Dalle dichiarazioni ufficiali del Ministro Passera, il cosiddetto "Decreto Sviluppo" dovrebbe consentire lo sblocco di innumerevoli cantieri con un movimento economico intenso (si parla di circa 2 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati), nonché attrarre risorse anche dall’estero con i famosi "project bond".  

Ma sino ad oggi nulla fa sperare in una vera Crescita che avrebbe dovuto -tra l'altro- sollecitare ancora altre misure governative: si sarebbe potuto quantomeno avviare un percorso, ma così non è stato.

Siamo stanchi dei soliti annunci che non portano alla risoluzione dei problemi, e la riqualificazione delle nostre città è ormai un gravoso problema!
Il progetto governativo di promuovere un Piano per le città è certamente interessante e indispensabile, a maggior ragione considerando che negli anni passati i politici italiani non hanno mai dimostrato grande attenzione verso le città e i doverosi programmi urbani.
E intanto quasi tutte le città italiane hanno subito cambiamenti profondi, per alcuni versi radicali.

Settant'anni fa (17 agosto 1942) veniva approvata la famosa Legge Urbanistica Statale n.1150, con lo scopo di disciplinare l'assetto e l'incremento edilizio dei centri abitati e lo sviluppo urbanistico in genere nel territorio dello Stato.
Negli ultimi decenni si è parlato spesso di ratificare una nuova legge in materia di governo del territorio, ma nulla di più.

E' bene quindi che ci sia un’attenzione nazionale sulle città, visto che le ultime politiche urbane degli Enti locali (i vari Pru, Prustt, ecc…) sono ormai finite in una sorta di vicolo cieco.

Ma ora ci ritroviamo, ancora una volta, con una enfatizzazione oltre i limiti del ridicolo di questo nominato "piano città", mentre le nostre città versano in uno stato di abbandono devastante.
Chi dovrà pensarci alla messa in sicurezza dei servizi urbani, delle abitazioni e dei corsi d'acqua, nonchè alle numerose operazioni di riqualificazione urbana necessarie?

Arch. Maria Renova
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