Il Consiglio Superiore per i Beni culturali e Paesaggistici, con riferimento all'articolo 3 del cosiddetto DDL Madia - legge delega sulla Pubblica Amministrazione (che prevede l'introduzione dello strumento del silenzio-assenso a tutti i livelli della P.A, compresa la materia dei beni ambientali - oggi vincolati dal 'silenzio rifiuto') ha espresso forte preoccupazione perché ritiene che tale norma comprometta profondamente le procedure di tutela.

Molto chiaramente, il presidente del Consiglio Superiore Beni Culturali, Giuliano Volpe, ha chiesto formalmente ai vari ministri interessati e al Presidente Matteo Renzi che all’articolo 3, comma 3, venga soppresso l’ultimo periodo: "Decorsi i suddetti termini senza che sia stato comunicato l'assenso, il concerto o il nulla osta, lo stesso si intende acquisito".

Anche Italia Nostra aveva già presentato al Senato un esplicito appello: non votate il "Silenzio assenso".

Per la famosa associazione l’art. 3 del DDL Madia "costituisce una minaccia per l’ambiente, il paesaggio, i beni culturali e la salute di cittadini".
Il presidente dell'associazione, Marco Parini, ha sottolineato come l'introduzione del meccanismo di silenzio-assenso per le soprintendenze comporterebbe "una palese violazione" dei principi della tutela del patrimonio sanciti dall’articolo 9 della Costituzione.

Nel testo di Riforma della P.A. è previsto infatti che, qualora amministrazioni competenti debbano esprimersi in merito a una pratica ricevuta da altra amministrazione, debbano comunicare il proprio assenso o nulla osta entro trenta giorni dal ricevimento del “provvedimento, compiutamente istruito”, da parte dell’amministrazione procedente.
Decorso il termine di trenta giorni senza che sia stato comunicato l’assenso, il concerto o il nulla osta, lo stesso si intende acquisito.

E ciò che ha fatto suscitare molte perplessità è proprio la prevista norma che vede l'applicazione di tale Silenzio-assenso anche ai casi in cui sia prevista l’acquisizione di assensi (concerti o nulla osta comunque denominati) delle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini.

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