Legambiente ha pubblicato uno studio su 200 edifici in 21 città italiane che boccia severamente le archistar sul tema dell’efficienza energetica. L’analisi realizzata ha riguardato edifici costruiti anche di recente a Milano e Alessandria da architetti famosi come Fuksas, Krier e Gregotti, oltre ad altri edifici in varie cittò italiane, e mostra un quadro prestazionale impietoso, con risultati simili a quelli tristemente noti delle periferie, spesso additati come edifici da rottamare.

Le termografie condotte sugli edifici progettati dalle archistar evidenziano infatti difetti nelle superfici perimetrali, segno di una scarsa attenzione all’isolamento termico e con molti ponti termici soprattutto nelle strutture portanti in calcestruzzo armato, oltre che in elementi disperdenti come solai interpiano e sottoportici. Non meno grave è il deficit progettuale delle facciate.

L’analisi di Legambiente evidenzia una volta di più, e con l’eclatante risultato relativo ad edifici progettati da archistar che dovrebbero essere innovatori non solo nelle forme ma soprattutto nelle soluzioni e nei materiali usati, che i modelli costruttivi utilizzati fino ad oggi sono superati e che bisogna pensare in modo diverso all’edificio, a partire dall’involucro e dal suo consumo energetico. Il bel disegno non basta più.

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