Per il Consiglio di Stato i parametri per i compensi professionali, stabiliti con il DM Giustizia del 17 giugno 2016, non possono essere considerati inderogabili come le vecchie tariffe minime obbligatorie.
Cosicché anche i Parametri stabiliti dallo Stato possono essere indebitamente aggirati dalle Amministrazioni nelle Gare di progettazione.

I Giudici di Palazzo Spada, con la sentenza 2094/2019 del 29 marzo scorso, danno un altro duro colpo a tutti i professionisti italiani, battendo gli Ordini professionali che avevano fatto ricorso, ritenendo che le Amministrazioni Pubbliche dovessero comunque rispettare il DM Parametri del 17 giugno 2016 quale riferimento per i compensi professionali.

Questa suddetta sentenza ha infatti ribaltato il giudizio emesso dal Tar Abruzzo che invece aveva accolto il ricorso presentato dagli Ordini degli ingegneri e degli architetti di Teramo contro un bando emesso dal Comune di Civitella del Tronto.

Il bando di gara del 2017, per la progettazione e direzione lavori di un intervento alla Fortezza Borbonica di Civitella del Tronto, prevedeva un compenso professionale dell'8%, abbondantemente inferiore (quasi il 46%) a ciò che sarebbe risultato applicando pedissequamente le tariffe previste dal Decreto Ministeriale "Parametri".

Un allegato al bando specificava che l’importo totale era stato calcolato in base alle tariffe professionali stabilite dal DM 17 giugno 2016, ma successivamente il Comune chiariva "di aver determinato l'importo stimato posto a base di gara per i servizi tecnici richiesti facendo applicazione, in prima battuta, del decreto ministeriale", ma "avendo ottenuto un importo così calcolato superiore all'8% del finanziamento della Regione, di aver operato la decurtazione dei corrispettivi rimodulando in proporzione gli importi per le singole prestazioni tecniche in modo da ottenere un importo complessivo pari al limite imposto".

Per il Consiglio di Stato, nonostante il TAR avesse già riconosciuto la regolarità del ricorso degli Ordini professionali in virtù del fatto che l'art.24 comma 8 del Codice Appalti "impone alle stazioni appaltanti di utilizzare i corrispettivi previsti dalle tabelle ministeriali", l'operato del Comune è da ritenersi legittimo e addirittura adeguato perché non esiste "un divieto imperativo di non discostarsi dalle tabelle ministeriali".

Quindi d'ora in poi tutte le Amministrazioni pubbliche potranno discostarsi dalle tabelle ministeriali dei cosiddetti "Parametri", purché ci sia una scusa plausibile - e per il Comune di Civitella era il finanziamento regionale non superiore all'8%.
Cosicché per lavori pari ad un costo di 2,85 milioni di euro, è legittimo al Consiglio di Stato assegnare un compenso di 153mila euro per le attività professionali riguardanti la progettazione, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione, le attività tecnico amministrative connesse alla progettazione, la direzione lavori e i collaudi.
Tutto in barba al Decreto Ministeriale!

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?