"Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta", queste le parole del Santo Padre che rivolge a tutto il mondo con la pubblicazione della sua seconda Enciclica papale.

Presentata ieri la nuova Lettera Enciclica "Laudato sì. Sulla cura della casa comune" di Papa Bergoglio, attesa da tempo per rispondere a domande urgenti:
- Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?.
- Per quale fine siamo venuti in questa vita? Per che scopo lavoriamo e lottiamo? Perché questa terra ha bisogno di noi?.

"La casa comune - ha detto Papa Francesco - è il creato; ma questa nostra 'casa' si sta rovinando e ciò danneggia tutti, specialmente i più poveri. Il mio è dunque un appello alla responsabilità, in base al compito che Dio ha dato all'essere umano nella creazione: coltivare e custodire il 'giardino' in cui lo ha posto".

La seconda enciclica di Papa Francesco, "Laudato sì", che riprende nel titolo le parole del "Cantico delle Creature", di Francesco di Assisi, il santo dal quale il Pontefice argentino ha preso il nome, è una riflessione teologica e pastorale molto avanzata sui temi ambientali che affliggono l'umanità, in continuità con la precedente enciclica "Caritas in veritate" del Papa emerito Benedetto XVI.

"E’ per noi architetti un forte stimolo per continuare con un nuovo e rinnovato stimolo nelle nostre iniziative, nelle nostre azioni e nel nostro lavoro quotidiano; ci da ancora più forza nel prodigarci per la tutela e la valorizzazione delle bellezze dei paesaggi e dei territori, per la rigenerazione delle nostre città e per renderle ancora più vivibili come luoghi di coesione sociale. Un impegno, dunque, per tornare a produrre bellezza".

Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, si è espresso sull’Enciclica di Papa Bergoglio.

"Anche da qui ribadiamo il nostro basta all’abbandono del patrimonio ambientale, al consumo forsennato di suolo e agli interventi invasivi sui nostri territori. Ciò non solo per far fronte e per dire basta al degrado ambientale ed alle sue implicazioni sociali, così come è rappresentato emblematicamente dalle condizioni delle nostre periferie, ma affinché si dia linfa nuova a quei valori di legalità ed integrità morale che proprio quel degrado affossa e si affermi - come ci ricorda oggi Papa Francesco - il senso umano dell’ecologia".

Arch. Lorenzo Margiotta

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