Dopo un lunghissimo vuoto legislativo, che ha visto i Parchi operare per la conservazione della natura senza un adeguato accompagnamento istituzionale e senza un confronto sulle scelte da attuare, finalmente è giunta la direttiva emanata dal Ministero dell’Ambiente per il futuro delle aree protette italiane.

Ambiente la Direttiva del Ministero attesa da tempoL'obiettivo del documento, che si prefigge un vero salto di qualità, è quello di valorizzare maggiormente i parchi nazionali sia sul piano della protezione della natura sia dal punto di vista dell’ottimizzazione delle spese.

L’Italia possiede un patrimonio inestimabile di biodiversità e la direttiva, che si inserisce nella legge quadro sui parchi, fa esplicito riferimento alle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici che vanno prontamente adottate per conservare questi tesori naturalistici.

La volontà di ottenere risultati tangibili in tempi brevi è evidenziata dalla tempistica predisposta dal ministero, che attende entro il 31 gennaio la presentazione delle azioni che i parchi intendono intraprendere per dare nuova linfa alla protezione delle biodiversità e per dare impulso all’economia connessa ai preziosi polmoni verdi italiani. Dopo il vaglio delle proposte, il ministero stilerà le conclusioni entro il 10 marzo, alle quali seguiranno, in settembre, una relazione sullo stato dei lavori e una relazione finale.

Finalmente ci troviamo di fronte ad un passo importante per la valorizzazione del patrimonio naturale italiano e sicuramente la gran parte dei Parchi saranno in grado di rispondere nei termini stabiliti alla sollecitazione del Ministero di presentare proposte unitarie e di sistema, specialmente per la conservazione di habitat prioritari per promuovere la gestione forestale sostenibile nelle aree protette.

Due le modalità di intervento individuate dalla direttiva per il 2013: la prima consiste nell’attività di catalogazione scientifica del patrimonio ambientale, mentre la seconda mira alla redazione di studi e progetti unitari in grado di promuovere e valorizzare l’ecosistema.

Entrando più nel dettaglio della direttiva risulta evidente la volontà di colmare l’assenza di una politica organica di protezione ambientale in Italia, fotografando la situazione attuale e allo stesso tempo sviluppando nuove dinamiche in grado di orientare gli interventi strutturali delle politiche di settore.

Alessandra Agrimoni
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